Ethos: l'intelligenza artificiale in radioterapia nuova arma contro i tumori

SI chiama Ethos il nuovo arrivato nel Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata, un acceleratore lineare ibrido dotato di un sistema di intelligenza artificiale, che consente trattamenti ad altissima precisione. Con il nuovo macchinario, quello di Negrar si conferma tra i Centri più avanzati per le cure oncologiche grazie a un assetto tecnologico unico a livello nazionale.
Il Dipartimento di Radioterapia dell’IRCCS di Negrar si conferma uno dei Centri più avanzati per i trattamenti oncologici grazie a un assetto tecnologico unico a livello nazionale. Dopo l’acquisizione nel 2019 di Unity Elekta – che unisce un acceleratore lineare a una Risonanza Magnetica ad alto campo presente in Italia solo al Sacro Cuore Don Calabria – il nuovo arrivato è Ethos Varian, un acceleratore lineare guidato da intelligenza artificiale, attualmente in uso solamente in un altro centro italiano.
LINAC IBRIDO CON TAC A BORDO ASSOCIATO A UN SISTEMA DI INTELLIGENZA ARTIFICIALE
“Si tratta di una sofisticata apparecchiatura costituita da un acceleratore lineare unito a una TAC a basso dosaggio di radiazioni. Ma soprattutto associato a un software avanzatissimo: una sorta di computer di bordo dotato di intelligenza artificiale. In altre parole il sistema è in grado di correggere, rielaborare e ri-adattare in tempo reale, cioè in sede di trattamento, la traiettoria del fascio di radiazioni in base allo spostamento del target tumorale”, spiega Filippo Alongi, direttore del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata e professore associato all’Università di Brescia.
200 PAZIENTI GIA’ TRATTATI
“Nel caso in cui gli organi sani siano troppo vicini al tumore da colpire a causa della posizione non corretta del paziente, dei movimenti fisiologici oppure della variazione di grandezza della neoplasia, per preservarli il robot intelligente ‘guida la mano’ del radioterapista oncologo nel momento giusto, ottimizzando la procedura in tempo reale e in massima sicurezza”, sottolinea Alongi. La precisione del trattamento consente di colpire il tumore con alte dosi di radiazioni, riducendo così i tempi di esposizione (massimo 10 minuti) e il numero delle sedute. Finora con il nuovo macchinario sono stati trattati più di 200 pazienti, affetti da tumori in tutti i distretti anatomici, senza rilevanti effetti collaterali
RADIOTERAPIA ADAPTIVE
Con Ethos siamo nell’ambito della radioterapia ‘adaptive’ – cioè adattata in tempo reale alle circostanze anatomiche del paziente e corretta in modo attivo in ogni singola procedura di trattamento – come per quanto riguarda Unity, l’altro acceleratore lineare ad altissima precisione, in funzione a Negrar come unica sede sul territorio italiano dal 2019.
ETHOS E UNITY: DUE MACCHINARI COMPLEMENTARI
“Ethos e Unity sono due macchinari diversi, ma complementari – riprende il medico -. Il primo in un certo senso completa il secondo, in quanto risponde alle esigenze di quei pazienti per cui ci sono difficoltà di trattamento con Unity. Per esempio coloro che non riescono a rimanere fermi nel lettino di terapia a lungo per effettuare una risonanza prima del trattamento. Oppure i pazienti portatori di impianti di pacemaker o di defibrillatori o protesi metalliche non compatibili con i campi magnetici della RM. Infine i grandi obesi o anche chi presenta più sedi di malattia in un’area vasta da non entrare nel campo del trattamento guidato da immagini di Risonanza. Questa combinazione unica di alte tecnologie offre a noi radioterapisti oncologi l’opportunità di effettuare trattamenti personalizzati in base alle condizioni cliniche di ogni paziente, cosa che la radioterapia convenzionale non sempre permette”.
UNITY: LO STUDIO SUI PAZIENTI DEL VENETO
Sull’efficacia e fattibilità di una radioterapia che coniuga altissima precisione ed elevate dosi di radiazione, si è concluso lo studio osservazionale, promosso dalla Rete Oncologica Veneta ed effettuato dall’équipe del professor Alongi su 230 pazienti (per un totale di oltre 5mila sedute) trattati con Unity. I dati – che saranno presentati al prossimo congresso della Società Europea di Oncologia e Radioterapia, a Copenhagen, 8 e 9 maggio – hanno dimostrato che questo tipo di tecnologia è sicura ed efficace anche nei casi più complessi.
EFFICACE PER I CASI PIù COMPLESSI: I PAZIENTI GIA’ TRATTATI
“Un esempio sono i cosiddetti ritrattamenti, cioè quei pazienti che sono già stati irradiati e che, nella gran parte dei casi, non hanno altre valide opzioni terapeutiche – sottolinea il professore -. Nell’ambito dello studio, per i pazienti con ripresa di malattia prostatica, la radioterapia ha dimostrato di essere non solo una scelta palliativa, ma anche una possibilità di terapia o di controllo della patologia, senza irradiare massivamente i tessuti già colpiti, quindi minimizzando gli effetti collaterali.
SOPRAVVIVENZA A UN ANNO: 90%
Si tratta di un risultato molto importante perché grazie ai progressi nella cura dei tumori e il conseguente aumento della sopravvivenza, sempre più persone si troveranno a dover affrontare una recidiva di malattia nella sede già trattata. Verosimilmente anziani con patologie concomitanti, come le cardiopatie, per cui la chemioterapia o l’ormonoterapia non sono indicate. Anche la chirurgia viene esclusa per le difficoltà di intervento che presentano i tessuti già irradiati. La radioterapia innovativa invece ci consente di dare a loro una nuova possibilità: su 22 pazienti ritrattati, solo due hanno subito effetti collaterali, e il tasso di sopravvivenza ad un anno è del 90%”.
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Giornata mondiale dell'igiene della mani: un gesto semplice contro le infezioni

Il 5 maggio segna la Giornata mondiale dell’igiene della mani, un appuntamento in calendario voluto dall’Organizzazione mondiale della Sanità per promuovere l’adesione negli ospedali, ma anche in tutti gli altri ambiti sociali, a questo gesto apparentemente banale ma che di fatto è in grado di fornire un livello di efficacia veramente alto nel contenere le infezioni
Negli ultimi due anni l’epidemia di Covid-19 ha fatto sì che tutti abbiano potuto sperimentare cosa significhi la trasmissione di un agente infettivo e quale sia l’importanza della prevenzione non solo in ambito sanitario bensì in tutti i contesti, dalle scuole alle università, dagli uffici ai negozi, ai mezzi di trasporto. Tra le misure che sono state intraprese per ridurre la diffusione degli agenti infettivi. e in particolare del virus del Covid-19, oltre al distanziamento sociale, l’uso delle mascherine, la vaccinazione, il lavaggio delle mani è forse quella che, con la sua semplicità ed essenzialità, è in grado di fornire un livello di efficacia veramente alto.
Non a caso l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dedicato il 5 maggio di ogni anno a una Giornata di sensibilizzazione per promuovere l’adesione a questo gesto nelle realtà sanitarie, ma anche in altri ambiti della vita sociale. Per il 2022 questo lo slogan prescelto “Unite for safety clean your hands” (Uniti per la sicurezza: laviamoci le mani)
Uno dei principali modi in cui un organismo, che sia batterio o virus, si trasmette è attraverso le mani. Un individuo infetto può propagare l’agente tramite le mani, sia per contatto diretto che attraverso la mediazione di oggetti da queste contaminate. La tastiera di un computer, la superficie di un tavolo, la saliera che ci passiamo da tavolo a tavolo a mensa, le barre a cui ci sosteniamo quando siamo su un mezzo di trasporto pubblico, sono tutti oggetti, che se contaminati, possano agire da amplificatori dell’infezione.
Ma il virus del Covid-19 non è l’unico problema. Nel nostro paese ogni anno si stima che si verifichino oltre 200.000 infezioni sostenute da germi resistenti ai più comuni antibiotici e che queste causino oltre 10.000 morti. In sei pazienti su 100 ricoverati viene fatta diagnosi di infezioni correlate all’assistenza sanitaria. Dal 30 al 50% di queste infezioni possono essere prevenute, tra le altre cose, tramite il lavaggio delle mani.
Nel nostro ospedale abbiamo rinforzato enormemente l’attenzione al lavaggio delle mani attraverso, per esempio, la messa a disposizione di un numero sempre crescente di dispensatori di gel alcolici, il cui consumo è aumentato in modo significativo raggiungendo e superando il livello considerato idoneo dall’OMS.
Lavarsi le mani è un gesto semplice ma incredibilmente efficace nel proteggere la nostra salute. Lavarsi le mani è un gesto comune, ricorrente che deve essere avvertito come essenziale non solo dagli operatori sanitari ma dalla popolazione tutta.
Dottor Giuseppe Marasca
Responsabile SANE (Stewardship Antimicrobica Negrar)
In basso i video tutorial per il corretto lavaggio delle mani con l’acqua e per l’igenizzazione con il gel
Da ricovero per anziani a IRCCS: la storia centenaria e straordinaria dell'ospedale Sacro Cuore

Carità, professionalità e percezione del futuro sono i cardini della storia centenaria dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar raccontata nel libro “Guarite i malati”. Il volume, ricco di testimonianze e immagini, è stato presentato in un evento a Verona che si può rivedere cliccando sul link www.youtube.com/c/OspedaleSacroCuoreNegrar
Una storia centenaria, risultato di intuizioni, di visioni profetiche, di amore per i più fragili e di una fede granitica nella Provvidenza. Fede vissuta da un Santo – don Giovanni Calabria – e tramandata come testamento spirituale a coloro che nei decenni hanno raccolto il suo testimone.
Questa è la storia straordinaria dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar raccontata nel libro Guarite i malati, edito da Trifolio, in occasione del Centenario (1922-2022) e presentato ieri alla Gran Guardia attraverso le parole dei vertici della struttura – il presidente fratel Gedovar Nazzari, l’amministratore delegato Mario Piccinini e il direttore sanitario Fabrizio Nicolis -, di quelli dell’Opera Don Calabria – don Miguel Tofful – e del curatore, il giornalista e scrittore Stefano Lorenzetto. Alla tavola rotonda, coordinata da Mario Puliero, direttore di Telearena, sono intervenuti anche il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, e la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti.
Sullo schermo, dietro ai relatori, le fotografie di Lou Embo Roiter, vedova del grande fotografo veneziano Fulvio Roiter, e i ritratti di Maurizio Don che arricchiscono le 272 pagine del volume, accompagnando le 28 testimonianze scritte da religiosi della Congregazione calabriana, dirigenti, medici, infermieri, tecnici ospedalieri, imprenditori, scrittori, pazienti. Tutti in qualche modo legati alla figura del santo veronese e all’ospedale che ha le sue radici in un ricovero per anziani (Casa del Sacro Cuore) fondato nel 1922 dal parroco di Negrar, don Angelo Sempreboni, e acquisito dai Poveri Servi della Divina Provvidenza – la Congregazione fondata da San Calabria – nel 1933. Oggi quella Casa del Sacro Cuore è diventata Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (in Italia gli Irccs, nelle diverse discipline, sono solo 51), ospedale classificato (quindi equiparato al pubblico), presidio ospedaliero della Regione Veneto e no profit, cioè tutti gli utili di bilancio vengono reinvestiti per lo sviluppo dell’ospedale stesso.
Guarite i malati si apre con “uno speciale pensiero augurale” di papa Francesco, che esprime il “vivo apprezzamento per la generosa e amorevole dedizione manifestata verso il prossimo ammalato e bisognoso di cure” e “incoraggia a perseverare in un lodevole atteggiamento di carità”. A seguire anche gli interventi del presidente del Consiglio Mario Draghi (“La storia dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria testimonia il progresso dell’assistenza sanitaria in Italia. Ne illustra la graduale professionalizzazione, il miglioramento delle cure, la vocazione all’innovazione”), del presidente della Regione Veneto Luca Zaia (Negrar è “un presidio ospedaliero della Regione del Veneto dal 2013, all’avanguardia per tecnologie, laboratori di ricerca e prestazioni”)
DON CALABRIA: IL SANTO DELLA PROVVIDENZA E DELLA CARITA’ VERSO I PIU’ FRAGILI
Anche il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, ha voluto dare la sua testimonianza nel libro e come alla Gran Guardia ha esaltato la figura del Santo veronese che “ha saputo diffondere la carità verso i più poveri e abbandonati, verso i giovani, spesso gli smarriti, e specialmente verso gli ammalati, di cui condivise le sofferenze nell’ultimo tribolato tratto della propria vita”.
UN OSPEDALE NATO DAL CARISMA DI UN SACERDOTE VERONESE
Sull’eredità di don Calabria è ritornato il superiore generale dell’Opera e sesto successore del Santo veronese, padre Miguel Tofful. “Fede nella Provvidenza e attenzione ai più poveri. Sono questi i pilastri della spiritualità di don Calabria e l’ospedale è un luogo privilegiato dove esprimerli, in quanto anche il più ricco di noi quando perde la salute diventa povero. Ogni qualvolta un medico, un infermiere, un operatore sanitario si avvicinano a un malato curando non solo la malattia ma prendendosi cura di lui come persona, con la sua fragilità emotiva e con i suoi bisogni spirituali, dimostrano nel loro suo agire che Dio è Padre, è Provvidenza”.
TRASFORMARE OGNI GIORNO LA PROFESSIONE IN MISSIONE
“Chi lavora a Negrar deve fare una fatica in più: trasformare ogni giorno la propria professione in una missione”, ha detto il direttore sanitario, Fabrizio Nicolis. “Questo è possibile perché è dovuto alla particolarità della nostra realtà, realtà che ci insegna a vivere il senso di appartenenza, di corresponsabilità, di accoglienza, di accettazione. Ricordiamoci che San Giovanni Calabria ha chiamato questa realtà quando non era nulla, solo un ricovero, Cittadella della Carità. La nostra fatica è quindi trasmettere ai pazienti con il nostro agire che in questo luogo c’è la carità, la paternità di Dio. Sempre non a caso, seguendo l’eredità del Santo fondatore, chi lavora al Sacro Cuore viene definito collaboratore, perché collabora a vari livelli alla missione dell’Opera. Quindi devo ringraziare la Congregazione perché ha dato spazio al ruolo dei laici, affidando a loro una propria struttura e il compito di portare avanti una missione carismatica”.
UNO STILE DI ASSISTENZA PRESENTE ANCHE NELLE ALTRE REALTA’ SANITARIE DELL’OPERA ALL’ESTERO
Uno stile di assistenza ispirato al carisma che è presente, secondo il presidente dell’Ospedale, fratel Gedovar Nazzari, non solo a Negrar ma anche nelle altre realtà sanitarie dell’Opera, quelle in Angola, Brasile e Filippine. “Il carisma è elemento fondativo delle strutture stesse. Se in esse non fosse vissuto il carisma, non potrebbero essere opere calabriane”. Discorso diverso è il modello di assistenza sanitaria vista dal punto di vista tecnico e tecnologico. “In questo caso l’Irccs di Negrar è un esempio da esportare – ha sottolineato – Per questo abbiamo creato il sistema sanitario calabriano, una rete dove il Sacro Cuore per ovvi motivi è punto di riferimento. Penso per esempio a quanto è successo per la pandemia da Covid19, durante la quale il Sacro Cuore ha indicato le linee guida alle altre strutture per affrontare l’emergenza, essendo anche un Irccs per le malattie infettive e tropicali”
PERCEZIONE DEL FUTURO E FORTE SENSO DI COMUNITA’: IL ‘SEGRETO’ DI UN GRANDE SVILUPPO
L’amministratore delegato Mario Piccinini è uno dei testimoni diretti dell’enorme sviluppo che l’Ospedale di Negrar ha raggiunto nell’ultimo decennio, in quanto entrò per la prima volta al Sacro Cuore nel 1975, come impiegato d’ordine, diventando Ad nel 2015, dopo aver percorso tutti i gradi della gerarchia interna. “Se oggi l’Ospedale è un’eccellenza il merito va a qualcosa che viene da lontano e che a Negrar ho sempre respirato: si chiama percezione del futuro unita a un forte senso di comunità. San Giovanni Calabria creando la Casa Buoni Fanciulli ha guardato lontano perché ha investito sul bene di quei ragazzi bisognosi. In un contesto ospedaliero percepire il futuro significa avere come obiettivo il bene del paziente. Quando un nostro medico propone l’acquisto di un macchinario naturalmente viene analizzata la sostenibilità economica di una simile spesa, ma la prima domanda che ci poniamo è questa: qual è il valore aggiunto per il malato? Impossibile dare una risposta senza un continuo dialogo con i nostri medici, sempre attenti alle innovazioni scientifiche e tecnologiche, e con il resto del personale sanitario che lavora accanto ai pazienti”. Piccinini nel suo intervento ha rilevato alcune criticità del presente: “Oggi, come tutti gli ospedali, stiamo vivendo una grande carenza di infermieri. Ma l’altro enorme problema è la crisi energetica. Le strutture ospedaliere sono divoratrici di energia per le alte tecnologie di cui dispongono: acceleratori lineari, risonanze magnetiche, Tac… Se i costi resteranno gli stessi di oggi, la nostra previsione è che nel 2023 spenderemo dai 6 ai 7 milioni di euro in più sul fronte energetico. Questo necessariamente avrà una ricaduta sulla contrazione dell’assistenza ospedaliera. La politica nazionale e regionale dovrà far fronte a tutto questo”.
PAZIENTI DA FUORI REGIONE E L’ANNOSO PROBLEMA DELLA VIABILITA’
La vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti, si è soffermata a sua volta sull’origine caritatevole dell’Ospedale e ha sottolineato quanto “l’integrazione tra pubblico e privato nella sanità veneta, avendo come obiettivo il bene del cittadino, sia diventata un modello di efficienza in Italia”. Da assessore ai Lavori Pubblici, Infrastrutture e Trasporti, De Berti ha affrontato un problema annoso che riguarda l’accesso all’Ospedale: l’unica strada che collega Verona con il paese della Valpolicella. “L’Ospedale è un’eccellenza in vari ambiti perché di fatto copre tutte le specialità ed è una struttura tanto efficiente, tanto benvoluta e soprattutto credibile che è stata capace di attrarre un numero sempre più numeroso di utenti anche da fuori regione (il 27% dei ricoveri). Da qui il problema della viabilità, di cui la Regione è consapevole tanto che abbiamo già fatto degli incontri con il Comune di Negrar e con l’Ospedale. Il problema non è ‘fare la strada’, ma trovare una alternativa alla situazione attuale che non sia eccessivamente impattante sul territorio”.
GUARITE I MALATI: UN TITOLO ISPIRATO AL VANGELO
L’incontro è stato chiuso dall’intervento di Stefano Lorenzetto, giornalista e scrittore, che ha curato il volume Guarite i malati. “Ho accettato di scrivere questo libro sul centenario dell’Ospedale perché non potevo dire no a don Calabria… Inoltre per varie vicende personali, che racconto nel libro, ho potuto vedere da vicino come funziona il Sacro Cuore, pur non essendo mai stato ricoverato nelle sue corsie. Tuttavia scrivere un libro presenta due problemi iniziali che fanno perdere il sonno. Il primo è la potenzialità del mercato di un libro, ma qui l’ostacolo è stato superato immediatamente perché il volume non è in vendita. Il secondo è il titolo. Ma anche su questo fronte si è presentata subito la soluzione. Doveva essere un’opera su don Calabria quindi solo dal Vangelo potevo trarre il titolo. Guarite i malati è il compito che Gesù affida ai suoi ministri (capitolo 10, versetto 8 del Vangelo di Luca) ancora prima della predicazione della Buona Novella. Cosa che ho sempre trovato sorprendente”.
E’ possibile rivedere la presentazione cliccando sul seguente link: https://www.youtube.com/c/OspedaleSacroCuoreNegrar
"Guarite i malati": la presentazione del libro del Centenario anche su YouTube

Venerdì 29 aprile alle 16.30 la Gran Guardia di Verona ospita la presentazione del libro “Guarite i malati”, un volume che racconta attraverso testimonianza e fotografie i cento anni dell’Ospedale Sacro Cuore. L’evento potrà essere seguito in diretta sul canale YouTube dell’Ospedale cliccando sul link www.youtube.com/c/OspedaleSacroCuoreNegrar
La registrazione poi rimarrà sullo stesso canale.
Guarite i malati è il titolo del libro che racconta i 100 anni dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Il volume, edito per il centenario e curato da Stefano Lorenzetto, sarà presentato venerdì 29 aprile, alle ore 16.30, alla Gran Guardia, con la conduzione del direttore di Telearena, Mario Puliero. Per motivi di capienza della sala, l’ingresso è su invito. ma l’evento può essere seguito in diretta sul canale YouTube dell’Ospedale cliccando sul link https://www.youtube.com/c/OspedaleSacroCuoreNegrar
La registrazione poi rimarrà sullo stesso canale.
Alla presentazione interverranno il vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, la vicepresidente della Regione Veneto, Elisa De Berti e il superiore generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, don Miguel Tofful. Inoltre saranno intervistati da Puliero fratel Gedovar Nazzari, Mario Piccinini e Fabrizio Nicolis – rispettivamente presidente, amministratore delegato e direttore sanitario dell’IRCCS di Negrar – e Stefano Lorenzetto, giornalista e scrittore.
In 272 pagine, arricchite dalle immagini di Lou Embo Roiter, vedova del grande fotografo veneziano Fulvio Roiter, e dai ritratti di Maurizio Don, «Guarite i malati», edito da Trifolio, raccoglie 28 testimonianze scritte da religiosi della congregazione calabriana, dirigenti, medici, infermieri, tecnici ospedalieri, imprenditori, scrittori, pazienti, tutti in qualche modo legati alla figura del santo veronese e all’ospedale nato dalla casa di riposo che don Angelo Sempreboni, parroco di Negrar, fondò nel 1922.
Nel libro vengono ripercorse, con un ricco apparato iconografico, anche la storia del santo veronese e le tappe che hanno portato il “Sacro Cuore” di Negrar ad essere il quinto ospedale del Veneto per numero di ricoveri (30.661 ricoveri) subito dopo gli ospedali di Padova, Verona, Vicenza e Treviso. I dipendenti sono 2.153, di cui 333 medici; 953 posti letto; 22.318 interventi chirurgici eseguiti nel solo 2021, che si aggiungono alle 1.548.894 prestazioni ambulatoriali e 44.949 accessi al pronto soccorso. Al 31 dicembre scorso, l’ospedale, che nel 2018 ha avuto dal ministero della Salute il riconoscimento di Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) per le Malattie infettive e tropicali, aveva in corso ben 436 studi clinici.
«Guarite i malati» si apre con «uno speciale pensiero augurale» di papa Francesco a cui seguono quelli del presidente del Consiglio Mario Draghi, del presidente della Regione Veneto, Luca Zaia e del vescovo di Verona, Giuseppe Zenti
Diverticolite: cosa succede quando i diverticoli si infiammano
Essere portatori di una condizione anatomo-clinica come i diverticoli (diverticolosi) non significa essere ammalati. La situazione si complica quando queste piccole estroflessioni che si formano nella parte finale del colon chiamato sigma (deputata all’espulsione delle feci) si infiammano provocando la diverticolite, patologia che anche frutto dei nostri cattivi stili di vita. Quali sono i sintomi di questa malattia, come viene diagnosticata e soprattutto come si cura? Lo spiega nel video il dottor Paolo Bocus, direttore della Gastroenterologia e Endoscopia Digestiva dell’IRCCS di Negrar.
Giornata della salute della donna: visite ed esami gratuiti al Centro Diagnostico Terapeutico "Sacro Cuore"

Due giornate dedicate alla prevenzione “in rosa”. Venerdì 22 e sabato 23 aprile dalle ore 8 alle ore 13 al Centro diagnostico terapeutico di via San Marco 121 (Verona) sarà possibile sottoporsi gratuitamente ad esami e visite. Obbligatoria la prenostazione al numero verde 800 143 143
In occasione della settima edizione della Giornata nazionale della Salute della Donna, istituita dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria offre alla popolazione femminile due mattinate dedicate alla “prevenzione in rosa”.
Venerdì 22 e sabato 23 aprile dalle ore 8 alle ore 13 al Centro diagnostico terapeutico di via San Marco 121 (Verona) sarà possibile sottoporsi gratuitamente una o più delle seguenti prestazioni, effettuate dai medici e dai sanitari dell’ospedale di Negrar:
- esame senologico completo (mammografia, visita ed ecografia mammaria)
- visita chirurgica senologica
- visita genetica (indicata per le donne che hanno casi in famiglia di tumore alla mammella e/o all’ovaio)
- pap-test con refertazione da parte dell’Anatomia Patologica dell’IRCCS di Negrar.
E’ obbligatoria la prenotazione telefonando al numero verde 800 143 143 venerdì 15 aprile e poi da martedì 19 a giovedì 21 aprile dalle ore 9 alle ore 13. All’arrivo al Centro è necessario presentarsi all’accettazione.
“Promuovere la prevenzione oggi diventa ancora più importante dopo due anni durante i quali la pandemia ha diminuito drasticamente l’accesso agli screening e ha tenuto lontano dagli ospedali le persone” afferma il dottor Alberto Massocco, direttore della Chirurgia senologica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, presente alla due giorni di via San Marco. “Promuovere in particolare la salute della donna non ha solo una ricaduta diretta sulla popolazione femminile, ma anche sulla popolazione generale. Le donne sono molto più attente al loro benessere anche in chiave preventiva, attenzione che poi riversano in famiglia e nella comunità in cui vivono con conseguenti benefici in termini di vite umane. Perché sappiamo tutti che prevenzione e diagnosi precoce sono le armi più potenti per molte malattie in particolare quelle oncologiche”.
Dona il tuo 5Xmille per la Ricerca Sanitaria dell'IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria
“La tua firma è vita che scorre”. Un viaggio virtuale che parte da una firma posta sulla Dichiarazione dei Redditi, nell’apposito riquadro del 5xmille, e attraversa i vari ambiti del nostro Ospedale dove la ricerca applicata alla clinica salva le vite. E’ quanto è contenuto nel video qui sopra ed è quanto avviene nelle realtà, perché donando il 5xmille all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria si contribuisce (senza nessun costo) a salvare le vite, grazie al sostegno alla ricerca.
Visitando il portale 5xmille.sacrocuore.it si trovano tutte le informazioni sulla campagna e su come devolvere il 5xmille a favore dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria nella prossima Dichiarazione dei redditi. Ecco come:
- Firma nel riquadro “Finanziamento della Ricerca Sanitaria”
- specificando il codice fiscale 00280090234 – IRCCS Sacro Cuore Don Calabria
COS’E’ IL 5XMILLE
- il 5xmille è una misura fiscale che consente ai contribuenti di destinare una quota dell’IRPEF (pari, appunto, al 5xmille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche) a Enti che si occupano di attività di interesse sociale, come associazioni di volontariato e di promozione sociale, onlus, enti di ricerca scientifica e sanitaria…
- il 5xmille non comporta oneri aggiuntivi (non costa nulla) se non devoluto viene trattenuto dallo Stato.
- il 5xmille non è una donazione in quanto non beneficia delle connesse agevolazioni fiscali (non si può detrarre dalle tasse).
- il 5xmille non è l’8xmille. Il contribuente in sede di Dichiarazione dei redditi è invitato a esprimere anche la propria preferenza sul cosiddetto 8xmille dell’IRPEF che viene destinata a una confessione religiosa di sua scelta.
Credits del video
La generosità dei clienti Despar in favore della ricerca del "Sacro Cuore" per la cura dell'endometriosi

Grazie all’iniziativa di raccolta fondi nei supermercati Despar sono stati devoluti a ISSA School (International School of Surgical Anatomy), l’associazione no profit creata dai medici del Reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, diretto dal dottor Marcello Ceccaroni, quasi 60mila euro a fini di ricerca e per campagne di sensibilizzazione sulla cura dell’endometriosi.
Poco meno di 60mila euro. E’ la somma ragguardevole raccolta dall’iniziativa “Il mondo ha bisogno delle donne” e devoluta a ISSA School (International School of Surgical Anatomy), associazione no profit creata dai medici del Reparto di Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, diretto dal dottor Marcello Ceccaroni, a fini di ricerca e per campagne di sensibilizzazione sulla cura dell’endometriosi.
L’importo è frutto della generosità di tante persone che hanno aderito alla raccolta fondi nei supermercati Despar, svoltasi dal 21 febbraio all’8 marzo scorso e promossa da Aspiag Service, concessionaria del notao marchio della grande distribuzione per il Triveneto, l’Emilia Romagna e la Lombardia.
Il progetto, giunto ormai all’ottava edizione, rappresenta un’occasione per lanciare un forte messaggio di solidarietà, permettendo di sostenere progetti e associazioni che si occupano di diritti e benessere delle donne. Infatti oltre al reparto di Negrar, sono stati scelti come destinatari dei fondi raccolti: l’associazione Voce Donna Onlus di Pordenone per il Friuli Venezia Giulia, l’associazione “Casa delle Donne per non subire violenza Onlus” per l’Emilia Romagna, l’associazione “Frauen helfen Frauen” per l’Alto Adige e l’associazione “Centro di aiuto alla vita” per il Trentino.
“Attraverso questa partnership con Aspiag Service abbiamo ottenuto un risultato straordinario e siamo molto riconoscenti alla società e a tutti i clienti Despar per questa grande dimostrazione di sensibilità verso le donne affette da questa patologia – ha detto il dottor Ceccaroni al momento della consegna simbolica dell’assegno – La ISSA School (International School of Surgical Anatomy) sostiene da oltre 12 anni progetti benefici, formativi ed educativi per pazienti e giovani medici. I fondi raccolti con questa iniziativa ci permetteranno di supportare ulteriori studi e progetti di ricerca che si aggiungeranno a quelli già in atto. Adesso siamo ben felici di adoperarci per questa seconda parte del progetto che ci vedrà anche impegnati a fare informazione e prevenzione presso gli istituti scolastici superiori del Veneto, cercando così di diffondere maggiore conoscenza e consapevolezza sui sintomi e le cure di questa articolata patologia”.
Patologia che colpisce oltre 3 milioni di donne in età fertile in Italia e circa 176 milioni nel mondo e che non coinvolge solo il corpo delle donne, ma influisce anche sulla loro vita personale e professionale: le donne adulte affette da endometriosi, a causa del dolore ricorrente e invalidante, hanno infatti una capacità lavorativa ridotta e spesso si trovano costrette ad assentarsi dal posto di lavoro. Nelle adolescenti tale impatto si traduce in una perdita di giorni di scuola, che riguarda circa il 23% delle ragazze colpite
Non a caso la consegna di quanto raccolto – frutto delle oltre 59mila donazioni effettuate dai clienti Despar negli 85 punti vendita veneti a gestione diretta e nei punti vendita affiliati aderenti all’iniziativa – è stata volutamente effettuata a introduzione di un incontro con le studentesse dell’Istituto superiore Fogazzaro di Vicenza, alla presenza dell’Assessore Regionale alla Pubblica Istruzione, Elena Donazzan. Il Dott. Marcello Ceccaroni ha così avuto modo di illustrare i dettagli della campagna di sensibilizzazione “Endometriosi, puoi riconoscerla, puoi curarla” voluta da Aspiag Service e già attivata in tutti i punti vendita regionali del noto marchio della Gdo e che ora, grazie all’intervento diretto dell’assessore Donazzan, sarà indirizzata anche alle scuole secondarie di secondo grado del Veneto, attraverso un progetto di informazione e di coinvolgimento degli istituti superiori nelle sette province regionali.
“Spesso i più giovani si sentono imbattibili, al riparo da ogni malattia: invece la prevenzione, come fatto culturale innanzitutto, deve essere assimilata fin dalla giovane età, perché così si determinano comportamenti sani e corretti” ha affermato l’Assessore.
“Il mondo ha bisogno delle donne è una delle iniziative sociali più sentite e partecipate da tutto il mondo Despar, dai clienti e dai nostri collaboratori. Ogni anno questa attività ci permette di tessere una rete di aiuti concreti per le realtà impegnate in favore delle donne in diversi ambiti, dalla salute ai diritti, fino al contrasto alla violenza di genere”, ha concluso Giovanni Taliana, Direttore Regionale Aspiag Service per il Veneto
Il dottor Diego Gavezzoli, nuovo direttore della Chirurgia Toracica

Il dottor Diego Gavezzoli è il nuovo direttore della Chirurgia Toracica. Formato anche nell’ambito della Cardiochirurgia, è esperto di tecniche chirurgiche mini-invasive per il tumore del polmone, ma anche di chirurgia delle malformazioni della parete toracica e funzionale. “Oggi la gran parte degli interventi vengono eseguiti in toracoscopia, ma il futuro della chirurgia toracica è la robotica perché permette l’accuratezza del gesto anche quando gli accessi sono particolarmente ristretti”.
Il suo amore per le due ruote avrebbe potuto indurlo a fare il ciclista o il pilota su pista (oggi fa parte del Motoclub Brixia Special di Brescia). Quello per il calcio a calpestare per professione i campi italiani (è stato arbitro per 10 anni: “Sono arrivato fino alla categoria interregionale… Avevo i calzoni corti in tutti i sensi, ho smesso l’ultimo anno di università…). Ma a prevalere su tutto, per il dottor Diego Gavezzoli, è stata la passione per la chirurgia. In particolare per la Chirurgia Toracica, specialità dell’Unità Operativa che guida da gennaio al “Sacro Cuore Don Calabria” prendendo il testimone dal dottor Alberto Terzi.
Nato a Brescia 50 anni fa, si è laureato in Medicina e Chirurgia a Pavia nel 1996, con specializzazione in Chirurgia Toracica nel 2002 all’Università Statale di Milano. Prima di approdare in Valpolicella prestava la sua opera agli Spedali Civili di Brescia; dal 2003 al 2006 nell’Unità Operativa di Cardiochirurgia e dal 2008 al 2021 in quella di Chirurgia Toracica, con una breve parentesi, dal 2007 al 2008, presso la Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera Bolognini di Seriate, dove gestiva l’Ambulatorio specialistico di Chirurgia Toracica ed Endoscopia respiratoria.
“La mia formazione è cardiochirurgica, anche se ho acquisito la specialità in chirurgia toracica – spiega il dottor Gavezzoli -. In Europa la specialità è unica e contempla la formazione cardiochirurgica e toracica”. Non a caso durante le due esperienze all’estero, il dottor Gavezzoli ha lavorato presso l’Ospedale Cardio-Toracico “L. Pradel” di Lione, dove ha svolto attività di sala operatoria e di ricerca (sviluppo di modelli sperimentali per lo studio della conservazione d’organo nel trapianto cardiaco), e all’Istitute Mutualiste de Montsouris Parigi dove si è occupato di cardiochirurgia, ma anche di chirurgia toracica e vascolare.
Se è vero che la chirurgia toracica ha molte affinità con quella del cuore, è altrettanto vero che la prima racchiude un mondo che, contrariamente a quanto si è soliti pensare, va oltre la chirurgia oncologica del polmone. “Il trattamento chirurgico della neoplasia maligna polmonare e degli altri organi toracici è solo una parte della specialità di cui mi occupo – conferma il neo primario –. L’altra comprende, per esempio, la chirurgia delle patologie malformative della parete toracica (petto escavato e carenato) con tecniche classiche e mini-invasive. Oppure la chirurgia funzionale per la terapia della iperidrosi severa degli arti superiori o del fenomeno di Raynaud”. Per quanto riguarda l’eccessiva sudorazione di ascelle o mani, il dottor Gavezzoli ha accumulato una vasta esperienza presso il centro da cui proviene; la tecnica chirurgica innovativa e i risultati ottenuti sono stati presentati nel 2018 al Congresso internazionale ISSS (International Society Simpatetic Surgery) società di cui è membro. “La tecnica della simpaticectomia toracica bilaterale sincrona con mini-accessi ascellari, intubazione monolume e senza esclusione polmonare né utilizzo di Co2 è il frutto del lavoro e del lungo percorso dell’equipe di Brescia da quando all’inizio degli anni 2000 il dott. Pietro Bovolato, il primario che mi riportò nella mia città natale, decise di intervenire su questa patologia ”, spiega il chirurgo.
La tecniche chirurgiche mini-invasive prevalgono ormai anche per la chirurgia del tumore al polmone. “Il gesto chirurgico negli anni si è notevolmente raffinato nella cosiddetta chirurgia open. A parte alcuni interventi, come quello per mesotelioma pleurico, che sono particolarmente demolitivi, quando è necessaria un’apertura toracica, gli accessi consistono sempre in pochi centimetri di incisione. Detto questo la gran parte degli interventi vengono eseguiti in toracoscopia, con l’introduzione della videocamera e degli strumenti accessori attraverso gli spazi intercostali, e con il robot. La robotica è il futuro della chirurgia toracica: permette l’accuratezza del gesto anche quando gli accessi sono particolarmente ristretti”.
Purtroppo la percentuale dei casi di tumore che trovano nella chirurgia la soluzione curativa è ancora molto bassa (20%). “La gran parte delle diagnosi avviene quando la neoplasia è allo stadio avanzato, per cui non sempre la chirurgia è possibile o se possibile prevede l’intervento delle cure farmacologiche e della radioterapia. Lo screening che permetterebbe, come nel caso del cancro al seno o del colon, una diagnosi precoce, e quindi la migliore prognosi, per il tumore al polmone, non è stato ancora introdotto. Solo recentemente si inizia a parlarne grazie all’avvento di TAC a basse radiazioni, per cui l’esecuzione frequente dell’esame non comporta eccessivi rischi. Tuttavia è necessario sottolineare che nella cura del tumore al polmone negli ultimi anni si sono fatti notevoli progressi con un conseguente aumento della sopravvivenza, impensabile fino a pochi decenni fa. Questo grazie all’approccio multidisciplinare alla patologia e all’introduzione di nuovi farmaci”, conclude il dottor Gavezzoli.
I tumori neuroendocrini: un webinar con gli specialisti del "Sacro Cuore"

Venerdì 18 marzo NET-Italy (Associazione Italiana Pazienti con Tumori Neuroendocrini) organizza con gli specialisti dell’ambulatorio NET dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria un webinar rivolto ai pazienti sul percorso diagnostico-terapeutico della nostra struttura dedicato a queste neoplasie. Nell’articolo la modalità di collegamento, che è gratuita.
Fa tappa (anche se in modo virtuale) all’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria il ciclo di incontri organizzati dall’Associazione Italiana Pazienti con tumori neuroendocrini (NET-Italy) per informare le persone colpite da queste neoplasie sulla realtà dei Centri specializzati nella diagnosi e nella cura di queste forme tumorali. Il webinar si tiene questo venerdì 18 marzo a partire dalle 9 e vede come relatori gli specialisti del gruppo multidisciplinare sui tumori neuroendocrini dell’Ospedale di Negrar (clicca per per vedere il programma.)
La partecipazione è gratuita. Per collegarsi: https://us06web.zoom.us/j/88209678922?pwd=eUtLbU1Nc1RGbnBsMW9CL2dHc3FyUT09; ID riunione: 882 0967 8922; Passcode: 395988.
La registrazione poi sarà pubblicata sul canale Youtube dell’associazione.
I Tumori Neuroendocrini (NET-Neuroendocrine Tumours) del pancreas, del tratto gastroenterico e del polmone sono un gruppo eterogeneo di patologie sia per localizzazione sia per aggressività (benigni o maligni), che hanno origine dalle cellule del sistema neuroendocrino. L’incidenza di 2-5 casi all’anno ogni 100mila abitanti, fa dei NET una forma oncologica relativamente rara, quindi poco conosciuta, la cui diagnosi viene effettuata spesso tardivamente in quanto queste neoplasie richiedono un approccio multidisciplinare e metodiche diagnostico-terapeutiche all’avanguardia
All’IRCCS di Negrar opera dal 2003 un ambulatorio, coordinato dal chirurgo del pancreas, Letizia Boninsegna (clicca qui per vedere una sua intervista) che segue il paziente in ogni fase della diagnosi e della cura, avvalendosi di un gruppo di specialisti: anatomopatologi, chirurghi generali e toracici, endocrinologi, diabetologi, gastroenterologi, medici nucleari, oncologi, pneumologi, radiologi e radiologi interventisti e psicologi (per ulteriori informazioni: dip.onc@sacrocuore.it oppure 045.6013548)
“NET-Italy è un’associazione di pazienti per i pazienti – sottolinea la presidente Maria Luisa Draghetti -. Pertanto i nostri incontri hanno carattere divulgativo pur avvalendosi di medici specialisti. Il nostro obiettivo è quello di informare chi soffre di questa patologia tumorale delle opportunità terapeutiche offerte dai centri italiani e delle novità scientifiche in questo campo. Molti infatti ci contattano per sapere dove curarsi e se già in cura dove rivolgersi per ricevere terapie avanzate come quella radio-recettoriale. Una prima informazione si può ricevere dal nostro sito (www.netitaly.net) dove abbiamo completato l’elenco dei centri specializzati”. Tra le richieste non mancano quelle relative alla gestione quotidiana, come l’alimentazione. Non a caso una sezione del webinar s’intitola “Una dieta corretta… cuciniamo insieme” e vedrà la collaborazione di alcuni cuochi.
All’incontro parteciperà anche Andrea Pamparana, noto giornalista televisivo e già vicedirettore del Tg5, ma anche paziente di NET-Italy. La sua è una delle 28 testimonianze di vita con la malattia raccolte nel libro A dorso di Zebra. In viaggio con il Net (tab edizioni, 2021). Il libro è in vendita in libreria e sul web e una parte del ricavato sarà devoluto all’associazione e alla ricerca sui tumori neuroendocrini.















