Grazie a tutti coloro che ci stanno sostenendo in questa lotta!

Commuove la gara di solidarietà, attraverso varie forme, che molti cittadini veronesi hanno dato vita a favore dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore di Negrar, in prima linea fin dall’inizio dell’epidemia CoViD-1. Ecco il nostro grazie che si rinnoverà ogni giorno.
Grazie. Mille volte grazie a tutti coloro che in questi giorni di apprensione, fatica e tanta abnegazione hanno voluto essere accanto all’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria nella lotta contro l’epidemia da nuovo Coronavirus. Grazie a chi lo ha fatto con le parole di conforto e incitamento scritte anche sulla nostra pagina Facebook, a coloro che ci hanno dedicato una preghiera e a chi ha voluto darci il proprio sostegno attraverso una donazione o mettendo a disposizione gratuitamente delle abitazioni per i nostri operatori.
Il nostro grazie vi giunga con questa foto: sono alcuni medici, infermieri e tecnici del Pronto Soccorso, della Terapia Intensiva e delle Malattie Infettive e Tropicali. Dietro di loro, anche se non compaiono, tutti i collaboratori del “Sacro Cuore”, nessuno escluso, impegnati oggi più che mai a realizzare, nei limiti dell’umano, l’eredità lasciata dal nostro fondatore, San Giovanni Calabria: “Il malato dopo Dio è il nostro unico padrone”.
Questo breve scritto sarà aggiornato ogni giorno con i nomi e il numero dei donatori. Un modo per rinnovarvi ogni giorno il nostro grazie. Le donazioni sono e saranno impiegate per l’acquisto di presidi sanitari e in particolare di respiratori per l’allestimento di nuove postazioni di terapia intensiva.
Rana SpA
Fondazione Comunità Veronese Onlus
Cattolica Assicurazioni SpA
Armando de Angelis Srl
Contri Spumante
Don Gianfranco Ambrosini
Raccolta fondi Martina Rodini
Nicola Bolla
Andrea Bolla
Stefano Bolla
Free Style System SrL
Cantina Valpolicella Negrar
P.P.T Srl
Fondazione Italiana per il Dono Onlus
Fiorenza Quintarelli e Giampaolo Grigoli
Enobis Srl
Rortos SpA
Linda Pagnotta
Anna Galtarossa
Winwinit Italia SrL
Aquardens spa
Dario Finardi
Dott. Zanolli Srl
Fosso Corno Società Agricola Semplice
Elena Tessari
Graphicom Srl
La Perla
Stefano Pellini
ADS Company Rally Team Lady Rally Verona
Sogefin Srl
Paolo Tosi e Beatrice Magalini
Rally Club Valpantena
Associazione Pro Loco Breonio
Kodess Srl
Marcello Consolini da Fantatorri
Riam Ascensori
Giancarlo Giani e M. Luigia Suaro
Palmino Faltracco e Maria Fattor
ADS Polisportiva Negrar
C.M. SrL
Farmacia Settimo Miglio
Comitato Magnalonga Settembrin
Solaria Srl
Myosotis Srl
Istituto Istruzione Superiore L. Calabrese P. Levi classe V AF
Baf
Immobiliare ai Gavi Sas
Associazione Fiamane
Andrea Rigoni
Altri 152 cittadini che hanno donato attraverso DONA ORA (clicca qui)
Si ringraziano anche
Aukey
Pedrollo Spa
Eni Foundation
Nestlé
Vascon Group
Telecom
Information Consulting
Pixartprinting spa
Airone srl
Coloplast spa
Cantina Bolla
Cristian Cieno
Hyla Italia
Dab Pumbs
Paluani
Latte Verona
Cristian Cieno
Supermercati Rossetto
Hellas Verona
Furlani Maria
B&B Agorà
Roberto Montolli
Panificio al Laghetto di Cacciatori Milena a Montorio (VR)
Altromercato Impresa sociale – Soc. Coop.
Linea Zero
Mr. Wonderful
Io creo -Sezione di Verona
I Rotary della Provincia di Verona
Pazienti oncologici: non annullate la radioterapia

Per il timore di venire in ospedale a causa dell’epidemia da Coronavirus, molti pazienti disdicono le visite e i trattamenti di radioterapia. Il prof. Alongi: “Non decidete da soli, consultateci. Le tempistiche in oncologia sono fondamentali”
“Capiamo il vostro timore, perché l’epidemia ci fa sentire tutti più vulnerabili, ma prima di disdire il vostro appuntamento, consultateci sempre. Ripeto sempre. Valuteremo insieme quando confermare, se indispensabile, o rimandare, se differibile, l’eventuale visita clinica e /o il possibile trattamento di radioterapia”.
I destinatari dell’appello del professor Filippo Alongi sono i pazienti del Dipartimento di Radioterapia Oncologica Avanzata, che lui dirige. “E’ in atto un vero dramma etico anche da parte nostra” prosegue il professore associato alla Facoltà di Medicina dell’Università di Brescia. “In questa situazione critica in cui ovviamente ‘distanziamento sociale e isolamento’ sono cruciali per ridurre la diffusione dell’infezione COVID-19 – continua – i pazienti oncologici si trovano spesso soli e confusi a casa e talora, di loro iniziativa, decidono di cancellare la visita e/o rimandare il trattamento radioterapico”.
Rispettare i tempi del trattamento è fondamentale
Il radioterapista oncologo ricorda che “la radioterapia è indicata in almeno i due terzi dei pazienti affetti da tumore e rimane indifferibile in circa il 30 per cento di questi casi. Significa cioè che un paziente su 3 non può rimandare il trattamento, perché indispensabile per curare la malattia oncologica”.
Anche per la radioterapia adiuvante e palliativa
Questo vale anche per la radioterapia adiuvante, cioè indicata dopo l’intervento chirurgico, in presenza di fattori di rischio di recidiva. “Tale trattamento per essere efficace – sottolinea Alongi – deve essere effettuato entro alcuni mesi dall’intervento, altrimenti viene vanificato il suo ruolo di minimizzazione della possibilità di ripresa locale di malattia. In altri casi – spiega ancora – la radioterapia rimane indispensabile per migliorare la qualità di vita, per ridurre il dolore non responsivo ai farmaci o per evitare che la progressione di malattia tumorale possa portare localmente a conseguenze immediatamente invalidanti nei pazienti”.
Trattamenti in totale sicurezza
Per questo è importante che i pazienti non decidano da soli come proseguire le cure. “Noi radioterapisti oncologi siamo a disposizione, anche a distanza, per consulti e per una pre-valutazione della documentazione del caso o per sentire direttamente ogni singolo paziente – rassicura Alongi -. Inoltre per tutte le persone già in corso di trattamento radiante, garantiamo la conclusione del ciclo delle sedute in massima sicurezza. Nel Dipartimento è attivo, come il resto dell’Ospedale, il triage in entrata (misurazione della rialzo della temperatura, valutazione dei sintomi da approfondire come tosse, anamnesi sui recenti contatti con pazienti COVID-19) per l’eventuale isolamento casi sospetti. Inoltre il personale è dotato di dispositivi di protezione individuale che vengono forniti ai pazienti se sprovvisti e viene chiesto di lavare le mani con la soluzione idroalcolica. Abbiamo anche promosso l’utilizzo di trattamenti più brevi, ossia ipofrazionati, per ridurre gli spostamenti del paziente, vista la richiesta di mobilità ridotta in questo periodo pandemico. Infine per evitare assembramenti nelle sale di attesa abbiamo dilatato gli orari tra un paziente e il successivo”
Non decidete da soli: i radioterapisti oncologi sono a vostra disposizione
Il messaggio quindi è uno solo: “Consultate i medici della Radioterapia Oncologica sempre: valuteranno, anche in base a linee guida nazionali e internazionali emanate in occasione di questa emergenza, ogni singolo caso”.
Per contattare il Dipartimento: 045.6014800 oppure servizio.radioterapia@sacrocuore.it; segreteria.radioterapia@sacrocuore.
Coronavirus: aumentano ancora i posti letto per pazienti CoViD

L’andamento dell’epidemia da nuovo Coronavirus costringe il “Sacro Cuore Don Calabria” ad incrementare i posti letto per i pazienti CoViD che toccano attualmente quota 83. Uno sforzo reso possibile anche grazie ai nostri donatori.
Salgono a 83 i posti letto CoViD messi a disposizione dall’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria. Rispetto al piano ospedaliero straordinario disposto dalla Regione Veneto il 15 marzo, il numero viene ulteriormente incrementato per rispondere al crescente afflusso di pazienti bisognosi di ricovero ospedaliero.
In accordo con la Regione Veneto e con l’UlSS 9, I posti letto di Malattie Infettive salgono quindi da 29 a 62 (nel periodo precedente alla pandemia erano 14), quelli di terapia intensiva passano da 5 a 9, mentre i sub intensivi diventano 12, con un aumento di due posti letto.
“Il nuovo piano è stato possibile con un’ulteriore riorganizzazione dei reparti, in particolare di Medicina. Geriatria e Medicina Fisica e Riabilitativa – afferma l’amministratore delegato, Mario Piccinini -. Il “Sacro Cuore Don Calabria” non è un ospedale CoViD e come tale oltre alla cura di questi pazienti continua l’attività ordinaria, che riguarda le emergenze – mediche, chirurgiche e materno-infantili – relative ad altre patologie. Questa epidemia – per la quale siamo in prima linea fin dall’inizio – comporta per l’ospedale uno sforzo umano, tecnologico e organizzativo senza precedenti. In linea con ciò che sta accadendo in tutta la sanità veneta” .
Uno sforzo reso possibile anche grazie a tutti coloro che stanno sostenendo il “Sacro Cuore Don Calabria” con le loro donazioni. La commovente gara di solidarietà ha permesso l’allargamento dei posti letto di terapia intensiva il cui costo è di circa 60mila euro ciascuno, in quanto comprendono oltre ai ventilatori meccanici anche tutta la tecnologia per il monitoraggio continuo del paziente. Non è escluso che nei prossimi giorni il numero dei posti letto possano aumentare ulteriormente, in base all’andamento dell’epidemia. Quindi grazie ancora mille volte grazie a coloro che hanno contribuito questa lotta e a tutti coloro che lo vorranno fare.
PER DONARE:
Dona Ora (clicca qui)
oppure
“Coronavirus: sosteniamo il reparto di terapia intensiva in questa lotta”, racconta fondi promossa dalla blogger e youtuber veronese Martina Rodini attraverso la piattaforma “GoFoundMe”: https://www.gofundme.com/f/ospedale-sacro-cuore-don-calabria-di-negrar-verona
Coronavirus: la Cardiologia è sempre vicina ai suoi pazienti

A causa dell’emergenza Coronavirus la Cardiologia ha ridotto l’attività concentrandosi sulle urgenze e sugli prestazioni non prorogabili. Ma i pazienti non devono temere: sono sempre aperti i canali telefonici e di telemedicina
“State a casa. E’ un sacrificio che dobbiamo fare tutti per bloccare la catena dei contagi da CoViD-19, ma in particolare lo devono fare le persone con cardiopatie croniche, a rischio di complicanze molto gravi se contraggono il virus”. Lo ribadisce con forza il direttore della Cardiologia, dottor Giulio Molon.
L’Unità Operativa Complessa di Cardiologia ha disdetto tutte le attività ambulatoriali, sia divisionali che in libera professione, che verranno riprogrammate non appena sarà possibile. “Ma i pazienti cardiopatici che hanno bisogno di controlli ambulatoriali regolari non si sentano abbandonati e nemmeno non protetti. La nostra Cardiologia non ha mai smesso di funzionare, è sempre attiva per accogliere e trattare persone con sintomi cardiologici, pronta a rispondere alle esigenze dei pazienti”, rassicura Molon.
Rimane un punto fermo, e non potrebbe essere diversamente, la pronta disponibilità 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per trattare qualsiasi tipo di urgenza (infarto, coronaropatie, aritmie minacciose o blocchi cardiaci) con possibilità di eseguire coronarografie, angioplastiche, impianti di defibrillatore o pacemaker.
“Permane intatta inoltre – precisa Molon – la possibilità di eseguire visite ambulatoriali o altre diagnostiche, non procrastinabili per sintomi o situazioni ritenute a rischio e che debbano essere risolte in tempi rapidi. Le nostre segreterie continuano ad essere attive per accogliere le richieste ed i quesiti dei pazienti e per fornire delle risposte che siano in linea con i bisogni e le aspettative di chi chiama”. Il numero di telefono da contattare è lo 045.6013244, ma è possibile scrivere anche all’indirizzo servizio.cardiologia@sacrocuore.it
Una delle raccomandazione del Ministero è quella di preferire il contatto telematico con i pazienti. “Questo avviene già da tempo per i nostri pazienti con pacemaker o defibrillatore, che sono seguiti da casa mediante telemedicina – sottolinea il cardiologo -. In pratica sappiamo come stanno e come funzionano i loro dispositivi impiantati perché ci trasmettono i loro dati dal proprio domicilio, anche mediante il loro smartphone. Non ci serve vederli in ambulatorio. Inoltre, con tutti i nostri pazienti, siamo sempre stati disponibili al contatto telefonico o tramite e-mail. Sicuramente in questo momento è ancora maggiore l’attenzione di tutti noi, dello staff medico, infermieristico e di segreteria, nel dare supporto telefonico, informazioni su farmaci, consulenze e rispondere a dubbi”.
Molte persone telefonano per chiedere informazioni sulle terapie in corso preoccupate anche per il rinnovo dei piani terapeutici che sono necessari per ottenere alcuni farmaci. “A tal proposito ricordo che AIFA, l’Agenzia nazionale del farmaco, in data 12 marzo ha comunicato la proroga di 90 giorni della durata dei piani terapeutici in scadenza (https://www.aifa.gov.it), e quindi non c’è motivo di allarmarsi se non si può accedere all’ospedale per il rinnovo”, conclude il primario.
Coronavirus: ecco come donare al "Sacro Cuore Don Calabria"

Ecco le modalità con cui si possono attuare delle donazioni in favore dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria per fronteggiare l’emergenza Covid-19. Le donazioni serviranno per l’acquisto di dispositivi sanitari e di respiratori per l’allestimento di nuove postazioni di terapia intensiva
Da giorni riceviamo da più parti domande su come poter effettuare donazioni al nostro Ospedale per contribuire a fronteggiare l’emergenza Covid-19
PER DONARE CI SONO DUE MODALITA’
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“DONA ORA” (clicca qui)
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ADERENDO ALLA RACCOLTA FONDI PROMOSSA DA MARTINA RODINI TRAMITE IL LINK:
https://www.gofundme.com/f/ospedale-sacro-cuore-don-calabria-di-negrar-verona
raccolta approvata dalla Direzione dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria
Ringraziamo fin da ora la generosità di coloro che hanno già donato e di coloro che lo vorranno fare. Le donazioni saranno impiegate per l’acquisto di dispositivi sanitari e in particolare di respiratori per l’allestimento di nuove postazioni di terapia intensiva.
Coronavirus: il "Sacro Cuore Don Calabria" attua un nuovo piano d'emergenza

L’Amministratore Delegato, dottor Mario Piccinini, illustra il nuovo piano di emergenza per fronteggiare l’evolversi dell’epidemia da CoDiV-19. “Abbiamo incrementato il numero dei posti letto di Malattie Infettive e Tropicali e quelli di Terapia Intensiva dedicati ai pazienti colpiti dall’infezione. Inoltre sarà attivato l’ospedale di Comunità, riservato ai pazienti che hanno superato la fase critica ma non è possibile dimetterli”.
Per fronteggiare l’emergenza CoViD-19, l’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria-IRCCS per le Malattie Infettive e Tropicali e struttura privata accreditata della Regione Veneto – ha attivato un ulteriore piano ospedaliero.
“Innanzitutto abbiamo aumentato di 28 posti letto la dotazione del reparto di Malattie di Malattie Infettive e Tropicali che passa da 14 a 42 – spiega l’amministratore delegato, dottor Mario Piccinini -. Di questi 42 posti letto dieci sono di terapia subintensiva, cioè con supporti di ventilazione ad alti flussi (AIRV-20). L’incremento dei posti letto è stato possibile grazie a una riorganizzazione che ha coinvolto il reparto di Geriatria e quello di Medicina Fisica e Riabilitazione.
Aumenteranno nei prossimi giorni anche le postazioni di Terapia Intensiva. “Ai 6 posti letto dedicati ai pazienti CoViD-19 – prosegue il dottor Piccinini – si aggiungono ulteriori 9 posti letto per un totale di 15. Infine saranno attivati, i 24 posti letto di Ospedale di Comunità già previsti dalla Delibera Regionale 614/2019. Questi saranno riservati ai pazienti CoViD-19 che hanno superato la fase critica ma non sono ancora dimissibili”.
“A nome di tutta la Direzione voglio far pervenire anche attraverso i mezzi di comunicazione un grande ringraziamento a tutti i collaboratori, sanitari e non, del “Sacro Cuore Don Calabria” per la grande professionalità e dedizione che stanno dimostrando fin dall’inizio dell’emergenza CoDiV-19”, conclude l’Amministratore Delegato.
Malati oncologici: "Rispettate le norme anticontagio"

Le indicazioni La dottoressa Stefania Gori, direttore dell’Oncologia medica e presidente della Fondazione AIOM, per i malati oncologi in questo momento di epidemia da Coronavirus.“Non è necessario interrompere le cure», rassicura Gori. «Ogni paziente può confrontarsi col proprio oncologo di riferimento per valutare un eventuale posticipo del trattamento antitumorale in base alla sue condizioni, che poi è quello che sempre viene fatto».
Sono i più fragili, perché le terapie contro il tumore indeboliscono il sistema immunitario. Il principio vale in generale, non solo per l’infezione da Covid-19. Quest’ultimo, però, è nuovo e i malati oncologici sono in apprensione da quando le informazioni sulla sua diffusione suggeriscono che siano soprattutto le persone con patologie pregresse, oltre agli anziani, a rischiare le complicanze maggiori.
Posso venire in ospedale nonostante l’emergenza sanitaria? Devo interrompere le terapie? Sono alcune delle domande che in questi giorni vengono rivolte più spesso ai sanitari. Le approfondisce la dottoressa Stefania Gori, direttore dell’Oncologia medica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, già presidente di AIOM (Associazione italiana di Oncologia medica) e attuale presidente di Fondazione AIOM.
«I pazienti oncologici affetti da tumori solidi», spiega, «non sono in genere a maggior rischio di contrarre l’infezione da nuovo Coronavirus, ma sicuramente sono più esposti alle complicanze, nel caso sviluppino la malattia. Per questo è importante che seguano con cura le raccomandazioni per contenere il contagio: evitare le strette di mano e i contatti ravvicinati, mantenere la distanza di un metro, evitare i luoghi affollati, pulire le superfici di casa, lavarsi spesso le mani».
Sull’uso delle mascherine protettive nelle persone e nei pazienti oncologici che non presentino infezione da Coronavirus, si è sentito un po’ di tutto. «Possono essere utili», chiarisce, «se non c’è la possibilità di mantenere la distanza di almeno un metro dalle altre persone, per limitare il contagio», situazione che, per esempio, può verificarsi «quando un famigliare o il caregiver deve avvicinare il paziente per imboccarlo o aiutarlo ad alzarsi dal letto».
Ma vanno interrotte o meno le cure antitumorali in questo periodo? “Non è necessario interrompere le cure», rassicura Gori. «Ogni paziente può confrontarsi col proprio oncologo di riferimento per valutare un eventuale posticipo del trattamento antitumorale in base alla sue condizioni, che poi è quello che sempre viene fatto». Invece per le persone che hanno già terminato il trattamento attivo e che devono andare in ospedale solo per visite di controllo (o di follow-up) «sempre il medico valuterà se posticipare la visita, per evitare a queste persone di recarsi in ospedale in assenza di una necessità clinica conclamata».
Ma cosa succede se un malato oncologico contrae il Covid-19? «Le terapie poste in essere sono le stesse impiegate per i pazienti non oncologici», dice.
Laura Perina
(da L’Arena 13 marzo 2020)
Un grande grazie alla famiglia Rana

Uno speciale ringraziamento da parte di tutto il personale dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria alla famiglia Rana per la generosa donazione effettuata per l’acquisto di apparecchiature che ci aiuteranno ad affrontare la difficile situazione dovuta all’epidemia di coronavirus
La Direzione, i medici, gli infermieri e tutto il personale dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar di Valpolicella ringraziano il dottor Gian Luca Rana per la grande sensibilità e generosità dimostrate verso il nostro Ospedale e la Sanità veronese, di cui il “Sacro Cuore-Don Calabria” è parte integrante (vedi articolo allegato in foto, ndr).
Ringraziano altresì la Famiglia Rana e tutti i dipendenti e collaboratori del Pastificio Rana per la vicinanza espressa nei confronti del nostro personale – medico e non – in prima linea con impegno e dedizione fin dall’esordio dell’epidemia da nuovo Coronavirus.
L’emergenza CoViD-19 sta mettendo a dura prova le strutture ospedaliere, in particolare le Terapie Intensive. La donazione del dottor Rana ci permetterà, con l’acquisto di apparecchiature per la ventilazione assistita, di creare nuove postazioni per l’assistenza dei malati più gravi.
L’Amministratore Delegato
Dott. Mario Piccinini
Coronavirus: tende pre-triage. Ecco a cosa servono

Davanti al Pronto Soccorso del “Sacro Cuore Don Calabria” sono state collocate due tende per il pre-triage dedicato ai pazienti che presentano sintomi influenzali. Ma la raccomandazione da rispettare resta sempre la stessa: non recarsi al Pronto Soccorso, ma rivolgersi ai numeri dedicati e al proprio medico
Da mercoledì 4 marzo sono attive le due tende allestite dalla Protezione Civile davanti al Pronto Soccorso del “Sacro Cuore Don Calabria” con funzione di pre-triage. Anche le tende fanno parte delle misure di contenimento dei contagi da Coronavirus, in vigore attulamente in Italia. Le tende delineano un percorso dedicato e riservato alle persone che si presentano al Pronto Soccorso con sintomi influenzali (febbre, tosse, raffreddore e mal di gola). Pertanto sono uno dei tanti strumenti per una presa in carico efficace ed efficiente dei possibili casi di Coronavirus, e nello stesso tempo per non esporre a rischio di contagio gli altri cittadini in attesa al Ps, i sanitari e di conseguenza anche tutti coloro che frequentano o sono ricoverati in ospedale.
Tuttavia la regola d’oro da rispettare resta sempre la stessa: mai rivolgersi al Pronto Soccorso se si hanno sintomi influenzali anche se si teme di essere stati in contatto con una persona a cui è stato diagnosticato il CoVid-19, ma chiedere informazioni telefoniche (non andare in ambulatorio) al proprio medico di medicina generale o a uno dei seguenti numeri:
1500 Ministero della Salute
800 462 340 Regione Veneto
800 93 66 66 Ulss 9 Scaligera
Solo in caso di febbre alta e difficoltà respiratorie rivolgersi al 118
Ma come è stato delineato il percorso per i pazienti con sintomi influenzali?
Sulla porta del Pronto Soccorso è stato collocato un cartello informativo in cui è raccomandato a chiunque presenti febbre, tosse o sintomi respiratori di non entrare ma di recarsi nella tenda collocata a fianco del PS. Qui un infermiere svolge il triage prendendo in carico il paziente per gli accertamenti previsti per l’infezione CoViD-19: esami del sangue, radiografie al torace e, solo se ci sono indicazioni, tampone. Tutti gli accertamenti vengono effettuati in spazi adiacenti al Ps, raggiungibili tramite un percorso ben delineato e lontano dalla sala di attesa e dagli ambulatori del Servizio. In attesa dei referti i pazienti sono fatti accomodare in una saletta apposita. Una volta ricevuto i referti il paziente viene visitato dall’infettivologo: se le condizioni cliniche lo consentono, viene mandato a casa con la raccomadazione di rimanervi fino al giorno dopo se è stato effettuato il tampone. Se invece i sintomi sono importanti viene deciso il ricovero.
Entrambe le tende (la seconda stata allestita per rispondere a un eventuale aumento degli accessi) sono riscaldate, dotate di luce, linea telefonica e postazione PC. Tutti gli operatori che vengono in contatto con possibili casi di Coronavirus sono dotati di dispositivi di protezione personale.
Coronavirus e gravidanza: cosa c'è da sapere

Molte signore in attesa di un bambino si rivolgono alla nostra Ginecologia ed Ostetricia manifestando i loro dubbi e i loro timori riguardo alle possibili conseguenze sulla gradivanza e sulla salute del futuro nascituro causate dall’infezione da nuovo Coronavirus. Facciamo il punto.
Nuovo Coronavirus e gravidanza. Molte mamme in attesa vivono l’epidemia in atto con molta ansia perché temono effetti negativi sul proseguimento della gravidanza e sulla salute del feto. Facciamo chiarezza con l’aiuto della dottoressa Mariella Musola, responsabile dell’Ostetricia, afferente all’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, diretta dal dottor Marcello Ceccaroni
SARS-CoV-2 e COVID-19: che differenza c’è?
Il “SARS-CoV-2” è un nuovo ceppo di coronavirus, segnalato la prima volta a dicembre 2019 a Wuhan, in Cina; non era precedentemente mai stato identificato nell’uomo. La “COVID-19” è la malattia respiratoria provocata dal questo nuovo virus, dove “CO” sta per corona, “VI” sta per virus, “D” sta per disease (malattia) e “19” è l’anno in cui si è manifestata.
Coronavirus e gravidanza: cosa fare?
Per le donne in gravidanza e i loro contatti valgono le comuni azioni di prevenzione primaria raccomandate per tutti dal Ministero della Salute e dalle istituzioni internazionali, che prevedono l’igiene frequente e accurata delle mani e l’attenzione a evitare il contatto con soggetti malati o sospetti.
Quali sono gli effetti del Coronavirus sulla gravidanza?
Non sono riportati dati scientifici definitivi sugli effetti di COVID-19 durante la gravidanza. Al momento non si hanno informazioni sulla possibile maggiore suscettibilità di una donna gravida alla patologia rispetto alla popolazione generale. Come per le altre malattie da Coronavirus analoghi (SARS e MERS), se complicate da febbre elevata, è verosimile l’associazione con un rischio maggiore di abortività e di difetti congeniti nel primo trimestre.
Il feto può prendere il virus dalla mamma, se positiva?
Attualmente non esistono evidenze a supporto di una trasmissione verticale del virus SARS-COV-2. Inoltre, il virus non è stato rilevato né nel liquido amniotico, né nel sangue neonatale prelevato da cordone.
Come è meglio partorire?
Allo stato attuale delle conoscenze, a meno che non sussistano specifiche indicazioni cliniche, materne o fetali, per l’espletamento di un Taglio Cesareo, per le donne con sospetta infezione da SARS-CoV-2 o affette da COVID-19 non sembra opportuno modificare la condotta ostetrica che orienta per un parto vaginale.
La mamma positiva può allattare?
Il virus responsabile della COVID-19 non è stato rilevato nel latte materno raccolto dopo la prima poppata (colostro) delle donne affette; sono stati invece rilevati anticorpi anti SARS-CoV, evidenziando quindi il potenziale protettivo del colostro, del latte materno e dell’allattamento. Date le informazioni scientifiche attualmente disponibili, si ritiene che, nel caso di donna con sospetta infezione da SARS-CoV-2 o affetta da COVID-19, se le condizioni cliniche lo consentono e nel rispetto del suo desiderio, l’allattamento debba essere avviato e/o mantenuto direttamente al seno o con latte materno spremuto.
Come proteggere il neonato se la madre è positiva?
Anche in questo caso, si raccomanda l’adozione delle procedure preventive come l’igiene delle mani e l’uso della mascherina durante la poppata, secondo le raccomandazioni del Ministero della Salute. Nel caso in cui madre e bambino/a debbano essere temporaneamente separati, si raccomanda di aiutare la madre a mantenere la produzione di latte attraverso la spremitura manuale o meccanica che dovrà essere effettuata seguendo le stesse indicazioni igieniche.







