La nostra ricerca in pillole: la retina artificiale

LA NOSTRA RICERCA IN PILLOLE. La dottoressa Grazia Pertile, direttore dell’Oculistica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, presenta il progetto della retina artificiale planare e liquida, sviluppato interamente in Italia

La retina artificiale liquida: la ricerca in Oculistica apre prospettive concrete per coloro che hanno perso la vista a causa di malattie genetiche. Un progetto tutto italiano che vede protagonista la dottoressa Grazia Pertile, direttore dell’Oculistica dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar

Dr.ssa Grazia Pertile
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La nostra ricerca in pillole: la ricerca per la cura dell'endometriosi

LA NOSTRA RICERCA IN PILLOLE. Ricerca sulle tecniche chirurgiche per ‘estirpare’ la malattia, ma anche ricerca farmacologica. Il dottor Marcello Ceccaroni, direttore della Ginecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, presenta il contributo scientifico dato dalla sua équipe per la cura dell’endometriosi

L’endometriosi è una patologia che solo in Italia colpisce 3 milioni di donne, condizionando pesantemente la loro qualità di vita. Fare ricerca clinica è fondamentale per lo sviluppo di terapie, farmacologiche e non, sempre più efficaci contro questa malattia che è anche la prima causa di sterilità. Il dottor Marcello Ceccaroni illustra il contributo alla ricerca sull’endometriosi e sulla ginecologia oncologica dato dall’Unità Operativa di Gianecologia e Ostetricia dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria da lui diretta.

Marcello Ceccaroni, direttore Ginecologia ed
Dr. Marcello Ceccaroni
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Una festa del Sacro Cuore guardando al futuro con concreta speranza

Questa mattina l’Ospedale di Negrar ha celebrato la Festa patronale del Sacro Cuore, con la Messa presieduta dal Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti. La dimissione dell’ultimo paziente Covid in terapia intensiva nei giorni scorsi, il numero dei pazienti ancora presenti nell’area non critica (ad oggi 9) e la campagna vaccinale ormai avviata, sono tutti elementi che accendono una concreta speranza.

Si è respirata un’aria di fiducia nel futuro alla Festa del Sacro Cuore che si è celebrata questa mattina all’IRCCS di Negrar. Dopo un anno e mezzo in cui l’emergenza Covid è stata al centro dell’attività dell’Ospedale, la festa patronale è stata connotata dal ricordo di quello che è stato, dai ringraziamenti per il grande lavoro svolto, ma pure dallo sguardo fiducioso verso ciò che sarà. La dimissione dell’ultimo paziente Covid in terapia intensiva nei giorni scorsi, il numero dei pazienti ancora presenti nell’area non critica (ad oggi 9) e la campagna vaccinale ormai avviata, sono tutti elementi che accendono una concreta speranza.

Il cuore della festa è stata la Messa all’aperto, presieduta dal Vescovo di Verona, mons. Giuseppe Zenti, e concelebrata da padre Miguel Tofful e don Ivo Pasa, rispettivamente superiore generale e delegato per l’Europa dell’Opera Don Calabria. Con loro anche don Waldemar Longo, vicepresidente dell’Ospedale che ha introdotto la celebrazione con le parole scritte da San Giovanni Calabria nel suo diario il 30 novembre del 1944. ‘Sono qui, nella cara e benedetta Casa del Sacro Cuore di Negrar, Casa grande nel pensiero divino e che sarà lucerna di grande bene per la povera umanità sofferente, se i suoi membri vivranno e respireranno lo spirito puro e genuino dell’Opera.

“Il nostro Santo fondatore ha scritto questi pensieri a pochi mesi dall’avvio dell’ospedale – ha detto don Waldemar -. Quando era una piccola realtà con un medico sempre presente, fr. Antonio Consolaro, e uno che veniva due volte alla settimana, il dottor Bartolo Zanuso. Da queste parole possiamo trarre due considerazioni. Innanzitutto che la Cittadella della Carità è grande, non solo per lo sviluppo esterno ma soprattutto perché nel pensiero di Dio deve essere Lucerna per il modo di trattare l’ammalato. Inoltre la condizione per cui essere Lucerna è che cerchiamo di avvalerci delle migliori risorse umane, cioè le migliori professionalità e strumenti, senza tralasciare lo spirito puro e genuino dell’Opera che è il Vangelo messo in pratica nella vita quotidiana e nel nostro operato nei confronti dell’ammalato”

“La devozione al ‘Sacro Cuore’ si è un po’ persa nelle comunità parrocchiali – ha detto il Vescovo aprendo la celebrazione eucaristica -.  Fortunatamente non in questo Ospedale che è stato affidato da San Giovanni Calabria al Sacro Cuore di Gesù. Prego per tutti i degenti e per i sanitari, perché questa struttura brilli sempre come esempio di grande professionalità e di altissima umanità nel nome del Signore”.

A fine celebrazione ha preso la parola l’amministratore delegato Mario Piccinini. “La Festa del Sacro Cuore da sempre la nostra festa, la festa di tutti noi, nessuno escluso, che viviamo ogni giorno il nostro Ospedale – ha detto rivolgendosi agli operatori -. In ogni festa che si rispetti non può mancare il momento dei ringraziamenti: grazie per il vostro costante ed inesauribile impegno nel raggiungimento del nostro unico obiettivo: la salute e il benessere del paziente. Questo ospedale ha una forza unica e invidiabile: i collaboratori. Competenti e motivati, sempre, anche in situazioni drammatiche quali sono state le varie ondate della pandemia da Covid. Se si è potuto offrire ai quasi mille pazienti ricoverati a causa del virus l’assistenza migliore possibile, lo si deve agli operatori in prima linea – ha concluso – ma anche allo sforzo corale di tutti, senza il quale non sarebbe stato possibile affrontare un’emergenza senza precedenti”.

Ai ringraziamenti si è unito il Presidente del “Sacro Cuore Don Calabria”, fratel Gedovar Nazzari, presente insieme al direttore amministrativo, Claudio Cracco, e al dottor Fabrizio Nicolis, direttore sanitario.

Nelle foto alcuni momenti della celebrazione


La nostra ricerca in pillole: la ricerca in campo oncologico

LA NOSTRA RICERCA IN PILLOLE. Al “Sacro Cuore vengono portati avanti numerosi progetti di ricerca contro i tumori. Ne parla la dottoressa Stefania Gori, direttore del Dipartimento di Oncologia

Se oggi in Italia 1/3 delle persone che hanno avuto diagnosi di tumore possono essere considerate guarite dal cancro lo dobbiamo alla ricerca. La dottoressa Stefania Gori, direttore del Dipartimento di Oncologia, illustra l’impegno dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria nel campo della ricerca oncologica.

 

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La nostra ricerca in pillole: perché la ricerca in Malattie Tropicali

LA NOSTRA RICERCA IN PILLOLE. Con la dottoressa Dora Buonfrate, ricercatrice infettivologa del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, scopriamo perché è importante la ricerca nel suo ambito, in un’ottica di salute globale

Il Covid è stato un esempio: un virus nato in Cina che si è diffuso in tutto il mondo. Come non esistono più confini per i viaggiatori e le merci, così accade per i virus e i batteri. Per questo diventa fondamentale la ricerca nelle malattie infettive e anche tropicali: non si parla più di patologie del Sud o del Nord del mondo, ma di salute globale. Lo spiega nel video la dottoressa Dora Buonfrate, ricercatrice del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, disciplina per cui l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria è stato decretato Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico

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Quando il colore è alterato: cause, sintomi e diagnosi del daltonismo

Il daltonismo, ovvero la difficoltà a percepire correttamente i colori, è una patologia assai comune che ha un’origine genetica e riguarda soprattutto la popolazione maschile. A causarlo è il malfunzionamento di alcuni fotorecettori dell’occhio, denominati coni e bastoncelli.
Ma quali sono le sue cause e le manifestazioni più frequenti? Come si procede alla diagnosi e quali sono le prospettive di cura? A rispondere è lo staff dell’Oculistica del “Sacro Cuore”, guidato dalla dottoressa Grazia Pertile, nel servizio andato in onda su Tg2 Medicina 33 che pubblichiamo qui sotto.


Con il 5x1000 alla ricerca sanitaria del "Sacro Cuore" il domani è più vicino

Grazie alla ricerca possiamo guardare con rinnovata speranza al futuro oltre la pandemia. Contribuire allo sviluppo della ricerca effettuata dal nostro Ospedale è facile e senza oneri, basta una firma nella dichiarazione dei redditi

Per un domani più vicino, fai la scelta giusta: sostieni la ricerca Sanitaria.

Il nostro Ospedale è in prima linea fin dall’esordio dell’emergenza Covid-19. Uno sforzo umano, tecnologico e organizzativo senza precedenti, reso possibile grazie alla dedizione del nostro personale sanitario, ma anche al supporto dei cittadini.
La lotta contro il Coronavirus continua nei laboratori dell’IRCCS Sacro Cuore-Don Calabria attraverso un’intensa attività di ricerca. Non abbiamo però trascurato le altre patologie, per le quali prosegue il nostro impegno medico-scientifico a servizio del paziente. Donare il 5xmille è una scelta volontaria e consapevole che non comporta spese.

Nella prossima dichiarazione dei redditi:
🔷 metti la tua firma nel riquadro “Finanziamento della Ricerca Sanitaria”
🔷 inserisci il C.F. 00280090234 dell’Istituto Don Calabria-IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria

Donare il 5xmille non costa nulla e se non devoluto sarà trattenuto dallo Stato.
Per maggiori informazioni è possibile consultare il nostro sito: https://5xmille.sacrocuore.it


Il ringraziamento e gli auguri di buona Pasqua da parte del Casante

Il Casante padre Miguel Tofful, superiore generale dell’Opera Don Calabria, in questo video-messaggio porta gli auguri di una buona e santa Pasqua a tutto il personale della Cittadella della Carità, agli ammalati e alle loro famiglie. Un messaggio di ringraziamento, speranza e incoraggiamento perchè in questa seconda Pasqua vissuta al tempo della pandemia possa nascere in ognuno il desiderio di rinnovare la propria vita ed essere lievito nel mondo così cambiato rispetto ad un anno fa.

Il Casante ha scritto anche una lettera a tutta la Famiglia Calabriana, dispoonibile sul sito dell’Opera (vedi link).


Endometriosi: una patologia al femminile di cui non si parla abbastanza

Quali sono i sintomi dell’endometriosi? A chi rivolgersi per una diagnosi accurata? Qual è il ruolo dei farmaci e degli stili di vita nella gestione della malattia? Quando serve intervenire con la chirurgia? Endometriosi è sinonimo di infertilità?

A conclusione del mese di marzo dedicato alla sensibilizzazione sull’endometriosi, patologia che tocca da vicino milioni di donne in Italia e nel mondo, pubblichiamo una interessante intervista al dottor Marcello Ceccaroni, direttore della Ginecologia del “Sacro Cuore”, reparto che rappresenta un punto di riferimento internazionale in questo campo. L’intervista è andata in onda sul programma “Dica 33” di Telearena.


Appendicite: sintomi, diagnosi e trattamento di una patologia comune tra i giovani

La dottoressa Gaia Masini, medico chirurgo, spiega i campanelli d’allarme che fanno pensare ad un’appendicite e descrive come si procede, in caso di necessità, al trattamento chirurgico in laparoscopia oppure a cielo aperto.

Dolore addominale, vomito, febbre, inappetenza, alterazioni dell’alvo. Sono tutti campanelli di allarme di una sospetta appendicopatia o appendicite, ovvero l’infiammazione dell’appendice cecale. Una condizione patologica molto comune, che si manifesta frequentemente nei giovani. Quando si presenta, la soluzione è l’intervento chirurgico, che richiede nei casi più semplici un paio di giorni di ricovero ospedaliero. Diversamente se il quadro clinico è più complicato: nel caso di appendicite perforata o peritonite l’intervento diventa più complesso e il ricovero può essere più prolungato.

Dottoressa Gaia Masini, chirurgia generale dell'Irccs Ospedale Sacro Cuore Don CalabriaNe parliamo con la dottoressa Gaia Masini, medico chirurgo della Chirurgia generale, diretta dal dottor Giacomo Ruffo (vedi foto). “Nella nostra struttura gli interventi di appendicectomia sono dai 2 ai 3 a settimana, a cui si aggiungono le sospette appendicopatie, per le quali veniamo chiamati in consulenza chirurgica dal Pronto Soccorso o da altri reparti, ma che poi si rivelano gastroenteriti o un mal di pancia di altra origine”, spiega.

Dottoressa Masini, che cosa s’intende per appendicopatia o appendicite?

L’appendicopatia o appendicite è un’infiammazione dell’appendice cecale, una piccola struttura tubulare, a fondo cieco, che si trova nella parte iniziale del colon destro, il ceco. L’appendice è formata in buona parte da tessuto linfonoide, la cui caratteristica è di essere composto da cellule del nostro sistema immunitario: proprio per questa sua particolare composizione, questo organo è più soggetto ad infiammazione, in particolare nei soggetti più giovani il cui sistema immunitario è più reattivo.

Quali sono le cause dell’infiammazione? Può influire l’alimentazione?

Non esiste una sola causa. A volte l’infiammazione è dovuta alla presenza di un coprolita (una piccola formazione solida di feci) che va ad ostruire la parte iniziale dell’appendice, determinando una proliferazione di batteri e quindi favorendo l’infiammazione locale. In questo caso l’alimentazione e la motilità intestinale potrebbero avere un ruolo, nel senso che la stipsi facilita la formazione di coproliti.

Con quali esami viene diagnosticata un’appendicite?

Si eseguono esami del sangue che mostrino lo stato dell’infiammazione, come ad esempio un emocromo per quantificare i globuli bianchi e una PCR,  proteina C reattiva, prodotta dal fegato e rilasciata nel sangue quando è presente un’infiammazione acuta. Inoltre è indicata l’esecuzione di un’ecografia dell’addome o, nei casi più dubbi o complicati, di una TC addome con mdc. Tutti questi esami sono importanti per effettuare la diagnosi, ma è la clinica a fare la differenza. E per clinica intendo i sintomi tipici dell’appendicite riscontrati all’esame obiettivo del paziente: un dolore che insorge in zona epigastrica e che migra in fossa iliaca destra, la dolorabilità alla palpazione dei punti appendicolari, come ad esempio il punto di Mc Burney (situato sulla linea che unisce l’ombelico alla spina iliaca anteriore superiore), l’inappetenza, il vomito o la febbre sono tutti segni di una probabile appendicite acuta.

Perché è importante intervenire tempestivamente?

L’infiammazione può causare la perforazione dell’appendicite e provocare una peritonite localizzata o diffusa, conseguente al versamento nella cavità addominale di liquido intestinale e quindi di batteri. Quando è in atto una peritonite il dolore è diffuso sull’intero addome, che alla palpazione risulta rigido e non trattabile, il cosiddetto “addome a tavola”.

L’intervento chirurgico avviene in laparoscopia?

Generalmente la laparoscopia è la prima scelta, ma è condizionata in primo luogo dall’età del paziente e dal quadro di gravità dell’appendicite, che può essere confermato solo dopo aver introdotto la telecamera nell’addome.

Se il paziente è un bambino piccolo, di età e soprattutto di “dimensioni”, si preferisce un approccio open. L’intervento può poi essere invece convertito da laparoscopico a cielo aperto se siamo in presenza di un’appendice perforata o di una peritonite: in questi casi può inoltre essere necessario allargare la resezione, che dovrà interessare tutta la parte “malata” nelle vicinanze dell’appendice. La peritonite poi richiede il lavaggio dell’addome e il posizionamento di drenaggi, per consentire l’evacuazione di eventuale versamento residuo.