Vaccinato il personale del Centro sanitario dell'Opera Don Calabria a Manila

Lunedì 22 marzo medici e infermieri della “Bro. Francisco Perez Clinic” hanno ricevuto il vaccino anti-Covid. La struttura fa parte del Sistema Calabriano di Sanità insieme all’IRCCS di Negrar e agli altri ospedali dell’Opera Don Calabria in Angola e in Brasile

E’ stata una giornata di “festa” ieri alla “Bro. Francisco Perez Clinic” di Manila, dove 13 operatori hanno ricevuto la prima dose di vaccino anti-Covid. Si tratta di personale impegnato in “prima linea”, vale a dire medici e infermieri che sono a più diretto contatto con i pazienti e quindi più esposti al virus. Il vaccino inoculato è quello di Oxford-AstraZeneca. Nei prossimi giorni si procederà anche alla vaccinazione del personale amministrativo (vedi foto in fondo).

La “Bro. Perez Clinic” nel sistema calabriano di sanità

La “Bro. Francisco Perez Clinic” è un centro sanitario situato nel municipio di Tay Tay – Rizal, all’estrema periferia della capitale filippina Manila. Fa parte del Sistema Calabriano di Sanità insieme agli altri ospedali dell’Opera Don Calabria nel mondo: l’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, il Divina Provvidenza di Luanda e il Divina Provvidenza di Marituba. Proprio l’ospedale di Negrar ha avuto un ruolo importante in questo anno di pandemia con incontri periodici online nei quali veniva offerto un supporto tecnico e organizzativo alle altre strutture ed anche a quella di Manila per affrontare la grave emergenza in atto.

Un centro per i più poveri

Il centro sanitario dell’Opera nelle Filippine svolge attività diurna, offrendo la possibilità di effettuare visite specialistiche ed esami diagnostici alla popolazione locale che è molto povera e difficilmente avrebbe accesso a servizi sanitari adeguati sul territorio. I servizi forniti includono visite mediche e dentistiche, radiografie, ecografie, esami di laboratorio, la profilassi per la cura della tubercolosi e un dispensario farmaceutico. Mediamente, il centro cura ogni anno 20.000 pazienti.

Anche la “Bro. Perez” è stata fortemente impegnata durante questo anno di pandemia, seppure in forma prevalentemente indiretta. Infatti i pazienti che vengono diagnosticati con positività al Covid sono indirizzati ai centri specializzati indicati dal governo. Qui continuano invece ad essere trattati i pazienti in cura per tubercolosi, dengue e infezioni varie. Ma naturalmente la pressione è grande, anche perchè quando il Covid si innesta su altre patologie risulta particolarmente grave.


Addio a don Mario Gadili, biografo ufficiale di san Giovanni Calabria

Don Mario Gadili è deceduto stamattina a Casa Clero, dove risiedeva nella comunità calabriana fin dal 1998. Prete di frontiera nella periferia romana negli anni Settanta, da oltre 20 anni si era dedicato alla storia dell’Opera Don Calabria pubblicando importanti studi e portando avanti la rivista dell’Apostolato Infermi.

Stamattina a Casa Clero è deceduto improvvisamente don Mario Gadili, Povero Servo della Divina Provvidenza e biografo ufficiale di san Giovanni Calabria. Aveva 87 anni e risiedeva alla Cittadella della Carità di Negrar fin dal 1998.

Il rito funebre si terrà lunedì 22 marzo alle 15.30 presso la chiesa parrocchiale di Negrar.

Don Gadili è autore di numerosi e importanti studi sulla storia e sul Carisma dell’Opera. Oltre alla biografia ufficiale di don Calabria, scritta per le edizioni San Paolo in occasione della canonizzazione nel 1999, ha realizzato un importante profilo di fratel Francesco Perez (2010). Ha scritto anche una storia delle missioni dell’Opera e numerosi opuscoli per approfondire illustri figure di religiosi calabriani del passato, tra i quali alcuni che hanno segnato la storia della Cittadella della Carità, come fratel Pietro Nogarè, fratel Rino Nordera, fratel Attilio Riccardi ed altri. Tra i suoi studi c’è anche un libretto del 2012 che ripercorre la storia della Cittadella fin dalle sue origini. Fino a qualche mese fa era inoltre il redattore che curava la rivista “Apostolato Infermi” dedicata agli ammalati.

Don Gadili era nato a Tivoli nel 1933 ed era entrato come studente nella Casa calabriana di Maguzzano nel 1946. La sua prima professione religiosa risale al 1956. Nella sua lunga e intensa vita di servizio ha trascorso molto tempo a Roma, soprattutto nel quartiere di Primavalle, dove è stato in prima linea con iniziative sociali ed educative di frontiera soprattutto negli anni Settanta per aiutare i più poveri ed emarginati nella periferia della capitale. Nel suo passato anche un’esperienza missionaria in Uruguay, dal 1963 al 1967. Poi dalla fine degli anni Ottanta è arrivato a Verona, dapprima a San Zeno in Monte e a Casa San Giuseppe, poi a Negrar dal 1998.  Proprio in questo ultimo lungo e intenso periodo della sua vita, si dedicò alla formazione spirituale degli operatori e allo studio, sfruttando la sua grande vena di narratore e scrittore, mantenendo sempre stretti legami con i suoi ragazzi di un tempo.

Maggiori informazioni su don Mario Gadili si possono trovare sul sito dell’Opera (vedi link)


Le varianti del Covid: cosa sono e come possiamo difenderci

Le varianti del SarsCov2, il virus che causa il Covid-19, sono da tempo al centro dell’attenzione per due motivi. Anzitutto alcune di esse hanno un maggior tasso di trasmissione, cioè rendono il virus più contagioso. In secondo luogo c’è il rischio che le mutazioni del virus, che sono alla base delle varianti, rendano meno efficaci o inefficaci i vaccini.

Ma come si fa a individuare le varianti? Come si fa a capire il loro impatto sull’epidemia e sui vaccini? Perchè è importante limitare la loro diffusione e quali armi abbiamo per difenderci? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Chiara Piubelli, biologa molecolare in forza al Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali. Con la dottoressa Piubelli abbiamo parlato delle tre varianti oggi più temibili (inglese, brasiliana e sudafricana), ma anche della cosiddetta variante europea che nel marzo 2020 ha soppiantato il virus originario cinese causando la prima ondata dell’epidemia in Italia e in Europa.


Il messaggio del Papa: "L'empatia con il malato è già parte della terapia"

In occasione della Giornata mondiale del malato, che si celebra domani 11 febbraio, Papa Francesco ci ricorda che una società è tanto più umana quanto più sa accompagnare chi soffre e chi è fragile. Due gli appuntamenti di preghiera previsti per celebrare la Giornata alla Cittadella della Carità

«Davanti alla condizione di bisogno del fratello e della sorella, Gesù offre un modello di comportamento del tutto opposto all’ipocrisia. Propone di fermarsi, ascoltare, stabilire una relazione diretta e personale con l’altro, sentire empatia e commozione per lui o per lei, lasciarsi coinvolgere dalla sua sofferenza fino a farsene carico nel servizio».

Nel suo messaggio per la XXVIX Giornata mondiale del malato, che si celebra giovedì 11 febbraio nella ricorrenza dell’apparizione della Madonna a Lourdes, Papa Francesco ci ricorda che una società è tanto più umana quanto più sa prendersi cura degli ammalati e dei più fragili, senza lasciare indietro nessuno. Un’esortazione tanto più significativa in questo momento di pandemia nel quale in tutto il mondo l’emergenza ha ingigantito le ingiustizie e le sofferenze.

Alla luce di tutto questo, Francesco esorta ciascuno a farsi carico di coloro che soffrono, creando una relazione sincera e preoccupandosi dei loro bisogni in un’ottica di solidarietà fraterna. Un modello di cura, questo, che è perfettamente in sintonia con il pensiero e l’operato di San Giovanni Calabria, fondatore della Cittadella della Carità di Negrar (nella foto di copertina: don Calabria anziano e malato viene confortato da uno dei suoi religiosi).

Per celebrare questa importante giornata, operatori e pazienti della Cittadella sono invitati a partecipare a due momenti di preghiera:
Mercoledì 10 febbraio, dalle 16 alle 17, sarà trasmessa sul Canale 8 dei televisori l’Adorazione Eucaristica per ringraziare Dio Padre del dono dei medici, degli infermieri e di tutti gli operatori che quotidianamente si dedicano con dedizione e professionalità alla cura dei malati. Si può seguire il momento di preghiera anche su YouTube (vedi video)
Giovedì 11 febbraio, alle 16, sempre sul Canale 8, sarà trasmessa in diretta la Santa Messa dalla Cappella dell’ospedale Don Calabria. Conclusa la celebrazione verrà distribuita l’Eucarestia agli ospiti della Cittadella della Carità.

Messaggio di Papa Francesco

Vaccini anti-Covid: la risposta dell'esperto ai dubbi più frequenti

Perchè vaccinarsi se il virus SarsCov2 continua a mutare? Quanto dureranno gli anticorpi? I vaccini anti-Covid sono sperimentali? Sono solo alcune delle tante domande giunte dopo la pubblicazione del primo video in cui il dottor Andrea Rossanese, del Dipartimento di Malattie Infettive e Tropicali, spiegava quali sono e come funzionano i vaccini Pfizer, Moderna e AstraZeneca (link per vedere il primo video).

In questo secondo video il dottor Rossanese offre alcuni chiarimenti e risponde ai dubbi emersi con maggior frequenza. Tra le altre domande, oltre a quelle già illustrate: i vaccini anti-Covid possono modificare il DNA dei soggetti vaccinati? Sarà possibile scegliere a quale vaccino sottoporsi? Chi si è vaccinato potrà togliere la mascherina? Nei giorni seguenti al vaccino si è contagiosi?

Ecco dunque nel video qui sotto le risposte molto chiare e misurate del dottor Rossanese…


Non solo Covid: la Giornata mondiale contro il cancro

Il 4 febbraio viene celebrata in tutto il mondo la Giornata contro il cancro. Istituita nel 2000 nell’ambito del Vertice mondiale sul cancro per il Nuovo Millennio tenutosi a Parigi, mira, insieme ad altre iniziative, a ricercare e prevenire il cancro, migliorare la cura dei pazienti, sensibilizzare e mobilitare la comunità globale per fare progressi contro i tumori. Il motto del World Cancer Day è: “I am and I will” (io sono e io sarò). Esso sta a significare che ognuno può fare la sua parte nella lotta contro il cancro. Come i medici del Cancer Center dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria, rappresentati nel video qui sotto, che ogni giorno lavorano per assicurare le migliori cure a chi è affetto dalla malattia, anche in questo momento di grave pandemia. Ma ricordiamo sempre: il 40% dei tumori potrebbe essere evitato con stili di vita salutari, bandendo il fumo di sigaretta, dedicando un po’ di tempo quotidiano all’attività fisica e aderendo alle campagne di screening. 


Nuovo rinvio per il Capitolo Generale dell'Opera Don Calabria

Con un messaggio alla Famiglia Calabriana il Casante padre Miguel Tofful annuncia che il Capitolo della Congregazione, già rinviato la scorsa primavera, non si svolgerà nemmeno nel mese di febbraio ma slitterà probabilmente alla fine dell’estate a causa della pandemia e delle conseguenti restrizioni

Il dodicesimo Capitolo Generale dei Poveri Servi della Divina Provvidenza, Congregazione alla quale fa capo anche il “Sacro Cuore”, è stato ancora rinviato a causa della pandemia. La nuova data non è fissata, ma si ipotizza che sarà nel periodo compreso fra luglio e ottobre 2021. In ogni caso molto dipenderà dall’andamento dei contagi e dalle conseguenti restrizioni.

Il Capitolo è un evento che si svolge ogni sei anni e riunisce i rappresentanti eletti dai religiosi della Congregazione in tutto il mondo. In questo caso i partecipanti saranno 38 provenienti da 12 Paesi e da tutti e 5 i continenti. Durante il Capitolo la Congregazione riflette sul cammino fatto nel precedente sessennio e getta le basi per la programmazione futura. Inoltre vengono eletti il Casante e i componenti del Consiglio Generale. In alcuni momenti, infine, è prevista la partecipazione di laici appartenenti alla Famiglia Calabriana.

Originariamente programmato nella primavera 2020, l’evento era stato spostato a febbraio di quest’anno ed ora subirà dunque un nuovo slittamento. A comunicarlo è stato il Casante dell’Opera Don Calabria padre Miguel Tofful in una lettera inviata a tutta la Famiglia Calabriana e firmata anche dalla Madre Generale delle Povere Serve della Divina Provvidenza, Sor. Lucia Bressan, in quanto anche il ramo femminile dell’Opera ha dovuto spostare il suo Capitolo Generale previsto in contemporanea con quello dei fratelli (vedi allegato con il testo integrale della lettera).

Maggiori informazioni sono disponibili sul sito dell’Opera la seguente link: SPECIALE XII CAPITOLO GENERALE


Vaccinati gli anziani ospiti della casa di riposo dell'Opera Don Calabria in Brasile

Sono 24 gli anziani ospiti che lo scorso mercoledì 20 gennaio hanno ricevuto il vaccino contro il Covid-19 nella casa di riposo dell’Opera a Porto Alegre, nel sud del Brasile. La struttura fa parte di una “rete calabriana” che comprende anche svariate attività di assistenza sociale a bambini e ragazzi poveri di quella città.

Mentre al Sacro Cuore è terminata la somministrazione della prima dose di vaccino anti-Covid agli operatori sanitari e agli anziani ospiti dell’area socio-sanitaria, anche in altre realtà dell’Opera Don Calabria nel mondo si cominciano a vaccinare le persone più fragili ed esposte.

In particolare mercoledì 20 gennaio è stato un giorno speciale per gli anziani e per il personale della casa di riposo dell’Opera a Porto Alegre, in Brasile. Anche là sono iniziate infatti le vaccinazioni contro il Covid-19, somministrate dagli operatori della Segreteria Municipale della Salute. Nello specifico sono stati vaccinati 24 anziani.

La casa di riposo, denominata “Lar dos idosos”, fa parte di una rete calabriana che comprende svariate attività di assistenza sociale a bambini, giovani, famiglie e anziani nella periferia della capitale del Rio Grande do Sul, nel sud del Brasile. I beneficiari diretti della rete sono 7mila, mentre si arriva a 30mila considerando i beneficiari indiretti.

Il Lar dos idosos ospita 30 anziani che si trovano in condizioni di estrema povertà e di abbandono. Sempre per gli anziani l’Opera di Porto Alegre gestisce anche un centro diurno rivolto a 25 ospiti. Per i giovani ci sono invece un grande centro professionale, denominato “Calabria”, che fu la prima realtà aperta dai missionari calabriani in Brasile nel 1959, e un centro di promozione dell’infanzia e della gioventù che comprende una decina tra asili, scuole e vari progetti di assistenza sociale.

Molto positivi i commenti del personale e degli ospiti che hanno ricevuto il vaccino nei giorni scorsi. ′′Oggi abbiamo ricevuto la prima dose di speranza. Avanti, fiduciosi nella scienza, per il controllo e la fine di questa pandemia “, ha commentato l’infermiere della casa Luciano Araldi.

Per maggiori informazioni sulla realtà dell’Opera a Porto Alegre è possibile consultare il sito https://calabria.com.br/.


Addio a don Elvio Damoli, già direttore di Caritas italiana e assistente dell'UMMI

Il 16 gennaio è deceduto don Elvio Damoli, sacerdote dell’Opera Don Calabria che fu direttore della Caritas Italiana dal 1996 al 2001. Originario di Negrar, aveva prestato servizio alla Cittadella della Carità fra il 2001 e il 2004. Era inoltre da molti anni assistente ecclesiastico dell’UMMI

Sabato 16 gennaio è deceduto a Roma il sacerdote dell’Opera Don Calabria don Elvio Damoli, assistente ecclesiastico dell’Ummi (Unione Medico Missionaria Italiana) di cui è stato direttore dal 1990 al 1992.

Già direttore della Caritas Italiana dal 1996 al 2001 e coordinatore della pastorale sanitaria della Cittadella della Carità dal 2001 al 2004, don Elvio si è spento a 88 anni.

I funerali si svolgeranno domani, martedì 19 gennaio, a Roma nella parrocchia di Primavalle; mercoledì 20 gennaio alle 8.30 nella parrocchia di Negrar e alle 10 a San Zeno in Monte (diretta video sul canale youtube della Congregazione).

Don Damoli era un religioso di don Calabria della prima ora, entrato nell’Opera nell’ottobre 1954. Aveva conosciuto bene il santo fondatore che era solito frequentare la casa dei suoi genitori a Negrar ed era molto legato anche al suo successore don Luigi Pedrollo. Raccontava che quando ringraziò don Calabria per averlo accettato nella Congregazione, lui gli disse: “La vocazione è una grazia grande, ma ricordati che la perseveranza nella vocazione è ancora più grande. Vedi, io prego tutti i giorni per la perseveranza nella mia vocazione”.

Nei primi anni prestò servizio nelle case calabriane di Ferrara e di Roma. Dal 1960 al 1972 fu a Milano nel quartiere di Cimiano.

Nel 1972 iniziò un’esperienza che segnò profondamente la sua vita: fu inviato a Napoli come cappellano del carcere di Poggioreale. Sempre a Napoli iniziò il proprio servizio nella Caritas diocesana, diventandone direttore nel 1980. Qui si distinse in modo particolare nella gestione dell’emergenza dovuta al terribile terremoto dell’Irpinia.

Alla fine degli anni Ottanta tornò a Verona dove fondò la Procura Missioni dell’Opera Don Calabria, ente che tuttora gestisce i progetti e gli aiuti per le missioni in 12 Paesi del mondo.

Nel 1996 arrivò la chiamata a Roma per diventare direttore della Caritas italiana, incarico che ricoprì fino al 2001 vivendo da protagonista eventi come il grande Giubileo del 2000 e la canonizzazione di don Calabria nel 1999. In seguito prestò servizio alla Cittadella della Carità di Negrar dal 2001 al 2004 come coordinatore della pastorale sanitaria. Quindi fu di nuovo a Napoli e a Milano.

Negli ultimi anni don Damoli prestava un servizio attivo nella Casa dell’Opera di Roma, dove era procuratore generale della Congregazione presso la Santa Sede. Aveva inoltre un profondo legame con l’UMMI (Unione Medico Missionaria Italiana), ONG veronese di cui era stato direttore nel 1990 e di cui è stato assistente ecclesiastico dal 1992 fino alla morte, occupandosi in particolare della formazione spirituale dei membri.

“Don Elvio con la sua vita ha incarnato il Carisma di don Calabria – dice il Superiore Generale dell’Opera don Miguel Tofful – nella sua vita ha saputo stare sempre vicino agli ultimi, ricoprendo incarichi di grande responsabilità con umiltà e con la serenità di chi sa affidarsi alla Provvidenza di Dio”.

Anche dalla Caritas italiana è arrivata una nota di ricordo per il suo ex direttore: “Don Elvio lascia a tutti il ricordo e l’esempio della sua grande capacità di ascolto, la sua ferma convinzione dell’importanza del dialogo, del confronto costante, della condivisione, di un cammino da costruire insieme, con l’apporto di tutte le Caritas, a servizio della Chiesa che è in Italia”.


Natale 2020: alziamo lo sguardo e cerchiamo la Sua stella...

Natale 2020. Pubblichiamo l’augurio per il Santo Natale del superiore generale dell’Opera Don Calabria, padre Miguel Tofful. “Vedere sorgere la sua stella non era scontato allora e non è scontato adesso, in particolare in questo periodo in cui cerchiamo punti di riferimento, per non viaggiare nel vuoto, nel buio e senza direzione…”

Pubblichiamo l’augurio per il Santo Natale del superiore generale dell’Opera Don Calabria, padre Miguel Tofful. Al Casante si unisce la Direzione dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria rivolgendo un augurio di serenità, per le imminenti feste di fine anno, e di speranza, per un 2021 di ritorno alla normalità, ai collaboratori dell’ospedale, ai pazienti e a tutti coloro che manifestano la loro vicinanza tramite web e social.

Pensando al Natale di quest’anno particolare e ad un messaggio di speranza in mezzo alla situazione che viviamo, mi colpiscono particolarmente le parole che troviamo nel vangelo di Matteo, subito dopo la nascita di Gesù, prima dell’arrivo dei Magi: “Abbiamo visto sorgere la sua stella…” (Mt 2,2). Vedere sorgere la sua stella non era scontato allora e non è scontato adesso, in particolare in questo periodo in cui cerchiamo punti di riferimento, per non viaggiare nel vuoto, nel buio e senza direzione. Vedere la stella è il punto di partenza di tutto. Ma per vederla bisogna alzare lo sguardo al cielo e cercarla.

Spesso nella vita ci si accontenta di guardare per terra, le cose contingenti e superficiali. Invece per vivere davvero serve una meta alta, che ci spinge a mantenere alto lo sguardo e a decidere di mettersi in cammino, cogliendo l’invito a muoversi, a uscire, a rischiare, affrontando la fatica quotidiana della marcia e accettando gli imprevisti. Questa fatica la sperimentiamo tutti, in modo particolare in questo momento difficile che viviamo.

Siamo in una epoca nuova, in un mondo nuovo, cambiato, con nuovi paradigmi. La pandemia sta continuando a causare ferite profonde, smascherando le nostre vulnerabilità. Molti sono i morti, moltissimi i malati, in tutti i continenti. Tante persone e tante famiglie vivono un tempo di grosso disagio, a causa dei problemi socio-economici, che colpiscono i più poveri e non solo.

Il tema sanitario è diventato una priorità, un problema a prendere sul serio con tutte le misure che sono a nostra disposizione cercando sempre i nuovi adattamenti per i tempi nuovi che nonostante tutta la situazione difficile sono tempi di Dio e di nuove opportunità per le nostre vite e per la vita del mondo. Bisogna sempre avere questo sguardo che va oltre sapendo che i tempi nuovi richiedono sempre nuovi adattamenti e libertà di slancio come direbbe don Calabria.

La stella del Natale rimane oggi accesa più che mai. La luce di Cristo nato a Betlemme rimane come punto di riferimento per ogni situazione che vive l’uomo e la donna e l’intera umanità. Non c’è pandemia, non c’è crisi che possa spegnere questa luce. Accogliamola, lasciamola entrare nei nostri cuori, apriamoci a ricevere la luce che dissipa le ombre di un mondo chiuso. Tendiamo la mano a chi ha più bisogno, così Dio nascerà nuovamente in noi e in mezzo a noi.

Questo sarà possibile nella misura che rispondiamo alla chiamata del nostro carisma e del nostro Fondatore, prendendoci cura dei più deboli, dei malati e degli anziani. A queste esigenze dobbiamo rispondere non solo come persone singole, ma anche a partire del gruppo di appartenenza, dal ruolo che abbiamo, dai nostri principi carismatici. Metterci sempre in cammino per offrire una guarigione al mondo d’oggi che ne ha tanto bisogno. Direi partire insieme, come i Magi, non ciascuno per conto proprio seguendo le proprie strade.

 “Abbiamo visto sorgere la sua stella…”. Fratelli e sorelle, oggi siamo invitati a vedere sorgere questa stella incoraggiandoci uno all’altro, condividendo fatiche e sogni insieme, con la speranza di una nuova umanità, sapendo che siamo noi oggi i portatori di speranza che tanto hanno bisogno le persone. Guardando la Sua stella che spunta all’orizzonte siamo avvolti della sua luce e trasformati dal di dentro per continuare il nostro cammino senza mai stancarci e scoraggiarci

Coraggio! Camminiamo incontro a questa luce, mantenendo alto lo sguardo! La nostra missione sia quella di riconoscere ed accogliere la luce di Cristo, stella del Natale, per continuare ad irradiare la luce, la speranza e la vicinanza dell’amore di Dio tra di noi, come lo contempliamo e celebriamo in questi giorni santi.

Buon e Santo Natale a tutti voi e alle vostre famiglie. Che la luce del Bambino Gesù riempia i nostri cuori. Dio vi benedica e accompagni sempre con doni e grazie particolari in questo Natale e nel prossimo Anno Nuovo!

Miguel Tofful
Superiore Generale dell’Opera Don Calabria

Nella foto: una Natività realizzata nell’Atelier di Arteterapia del Dipartimento di Riabilitazione dell’IRCCS Ospedale Sacro Cuore Don Calabria da Andrea, ricoverato a causa di un incidente e accanto una riflessione di don Primo Mazzolari che riportiamo qui sotto. La Natività e la riflessione sono state tratte dal biglietto natalizio dell’Irccs di Negrar.

Egli viene…
Egli viene.
E con Lui viene la gioia.
Se lo vuoi, ti è vicino.
Anche se non lo vuoi, ti è vicino.
Ti parla anche se non parli.
Se non l’ami, egli ti ama ancor di più.
Se ti perdi, viene a cercarti.
Se non sai camminare, ti porta.
Se tu piangi, sei beato perché lui ti consola.
Se sei povero, hai assicurato il regno dei cieli.
Se hai fame e sete di giustizia, sei saziato.
Se perseguitato per causa di giustizia,
puoi rallegrarti ed esultare.
Così entra nel mondo la gioia,
attraverso un bambino che non ha niente.
La gioia è fatta di niente,
perché ogni uomo che viene al mondo
viene a mani vuote.
Cammina, lavora e soffre a mani vuote,
muore e va di là a mani vuote.
don Primo Mazzolari