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Esami del sangue in regime privato: spesso il costo equivale al ticket. Ecco come calcolarlo

L’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria – coerente con la programmazione della Regione Veneto che consente agli ospedali privati accreditati un certo numero di prestazioni di laboratorio –  mette a disposizione quotidianamente per i pazienti esterni 50 posti per gli esami del sangue con il Servizio Sanitario Nazionale (cioè con il solo pagamento del ticket). A questi si aggiungono altri 40 posti, sempre in SSN, che il sistema di prenotazione riserva a anziani e persone in genere sottoposti a terapia anticoagulante (il famoso Cumadin o altri farmaci), bambini sotto i 7 anni e pazienti che devono eseguire esami particolari come curve da carico o emogasanalisi.

In tutto sono 90 posti che, viste le innumerevoli richieste, vengono esauriti in breve tempo.

Tuttavia, se non si è in possesso di esenzioni, in molti casi il costo degli esami in regime privato (a totale pagamento da parte dell’utente) è uguale al costo del ticket in regime SSN. Come posso saperlo? Basta munirsi di codice fiscale e di ricetta elettronica e seguire il video tutorial qui sotto.

Se la spesa da sostenere in regime privato è la stessa del ticket puoi procedere alla prenotazione sia all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar sia al Centro Diagnostico Terapeutico di via San Marco a Verona.


Fratture vertebrali: quando ricorrere alla chirurgia mini-invasiva come la vertebroplastica e la cifoplastica

Si stima che siano 50mila le persone che ogni anno si recano al Pronto Soccorso per fratture vertebrali, causate da traumi, ma anche da malattie tumorali e da osteoporosi avanzata. “Il 50% delle donne con più di 80 anni è colpita da fratture vertebrale”, spiega nel corso di una puntata di Medicina33 del Tg2, il dottore Gerardo Serra, responsabile della Terapia Antalgica dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria. “Il 30% di queste pazienti si recano dal medico a causa di un dolore acuto improvviso e invalidante”. Cosa fare in questi casi? Dopo una diagnosi accurata (attraverso Tac e RM), si può procedeere con due metodiche di chirurgia mini-invasiva: la vertebroplastica e la cifoplastica. Ecco di cosa si tratta.

Nella foto principale l’équipe di Terapia Antalgica


Raccontare l'afasia: un incontro per dare voce a chi non può più esprimersi con la parola

“Donne a fasi che cambiano. Quando il disturbo del linguaggio ferisce la vita”. E’ questo il titolo dell’evento di medicina narrativa organizzato per domenica 23 febbraio al teatro Ristori di Verona a cura del Servizio di medicina fisica e riabilitazione del “Sacro Cuore”. Un’occasione per testimoniare che nonostante l’afasia è possibile vincere il silenzio e costruire nuove relazioni in famiglia e nella vita quotidiana.

Raccontare la storia di persone che, a causa dell’afasia, non trovano più le parole per raccontarsi come vorrebbero. E ascoltare la testimonianza dei familiari che con la malattia del loro caro vedono cambiare improvvisamente la loro vita di relazione.

E’ un evento di medicina narrativa che si preannuncia molto intenso ed emozionante quello organizzato dal Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’IRCCS di Negrar, in programma al Teatro Ristori di Verona domenica 23 febbraio, dal titolo “Donne A FASI CHE cambiano. Quando il disturbo di linguaggio ferisce la vita”. Un evento che è già un successo, visto che il teatro registra un tutto esaurito.

Saranno circa 20 le toccanti testimonianze portate sul palco da parte di pazienti, caregiver e in alcuni casi anche figli che hanno vissuto sulla propria pelle l’esperienza di un genitore colpito da afasia. In gran parte si tratta di esperienze “al femminile”, da cui il titolo scelto. Il tutto intervallato da momenti di spettacolo ed esibizioni artistiche, ma anche da brevi approfondimenti su una patologia fortemente invalidante che provoca problemi spesso difficili da comprendere per chi non si trova coinvolto nella situazione.

Interverranno tra gli altri la dottoressa Elena Rossato, direttore del Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione;  il dottor Renato Avesani, già direttore dello stesso Servizio; il professor Giampietro Pinna, direttore della Neurochirurgia dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona; il professor Franco Denes, neurologo con una lunga esperienza di ricerca sull’afasia; padre Miguel Tofful, vice presidente della Cittadella della Carità di Negrar.

L’afasia è un disturbo del linguaggio che si verifica in seguito ad un danno neurologico all’emisfero sinistro del cervello. Può colpire in tanti modi diversi e spesso si associa a difficoltà motorie oltre che di comunicazione.  I pazienti in genere arrivano dopo un evento acuto, ad esempio incidente o ictus, che li costringe ad un lungo ricovero e spesso a intervento neurochirurgico. In un secondo momento vengono trasferiti a Negrar, presso la Riabilitazione Neurologica Intensiva o la Lungodegenza Riabilitativa e durante il ricovero iniziano il percorso di riabilitazione per l’eventuale afasia.

“Abbiamo voluto dare un’impronta sperienziale a questo evento perché è importante conoscere le storie di questi pazienti e delle loro famiglie – dicono Maria Mainente e Mara Leder, che con le colleghe Anna Marchesini e Serena Aganetto compongono l’équipe di logopedia – Per loro poter condividere il proprio vissuto è già un modo per uscire dall’isolamento in cui spesso la malattia li costringe. E da fuori non è facile capire le reali difficoltà non solo di comunicazione, ma anche nell’affrontare la vita quotidiana.

Difficoltà che vanno dal totale isolamento, come talvolta accade, all’incapacità di spiegare anche i problemi più banali. “Speriamo che da questi incontri nasca, come in effetti sta succedendo, anche la possibilità di creare un’associazione dove queste persone possano condividere le proprie realtà e cercare di stare meglio: anche l’aspetto morale è molto importante”, concludono le due logopediste.

Un messaggio positivo e di speranza, che emerge anche dalla scena finale dello spettacolo al Ristori: si tratta di un video in cui una signora colpita da afasia, racconta la sua piccola odissea a lieto fine. Uscendo dal vialetto di casa, ogni giorno trovava parcheggiata una macchina in una posizione che le impediva la visuale. Dopo una settimana la decisione di andare a denunciare la cosa alle forze dell’ordine. Ma denunciare come, se non era in grado di spiegarglielo a parole? Un bel rompicapo, ma c’è sempre una via di uscita…


Inaugurato il nuovo Centro di Riabilitazione in Ucraina realizzato in collaborazione con il "Sacro Cuore"

Il Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione dell’IRCCS di Negrar ha accompagnato i colleghi ucraini della clinica St. Luke di Ivano Frankivs’k nella realizzazione del nuovo centro, inaugurato lo scorso 16 gennaio, e nella formazione dei terapisti. L’iniziativa fa parte di un progetto finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo di cui l’IRCCS è partner tecnico. Approntato anche un percorso specifico per le persone amputate a causa della guerra.

Un nuovo centro di riabilitazione in Ucraina, rivolto principalmente a pazienti con problemi neurologici ma anche con un percorso specifico per persone con arti amputati a causa della guerra, il tutto realizzato grazie all’accompagnamento e alla supervisione dell’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 16 gennaio a Ivano Frankivs’k, nella parte occidentale del Paese, presso il policlinico San Luke dell’arcidiocesi greco cattolica della città.

Il centro è stato realizzato nell’ambito del progetto “Health care for safety and rehabilitation” finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, che vede come capofila l’associazione Missione Calcutta di Bergamo in collaborazione con Focsiv e come partner tecnico l’IRCCS di Negrar. In rappresentanza dell’ospedale calabriano era presente all’inaugurazione Massimo Mengalli, coordinatore del Servizio di Medicina Fisica e Riabilitazione, che ha seguito l’evolversi del progetto insieme alla dottoressa Elena Rossato, direttore del medesimo Servizio, e al dottor Claudio Bianconi, responsabile dei progetti internazionali dell’IRCCS. Al taglio del nastro c’erano le autorità civili e religiose, nonché altri enti che partecipano al progetto tra cui la Fondazione Don Calabria per il Sociale.

Grazie alle nuove dotazioni il policlinico San Luke è diventato partner del sistema sanitario nazionale ucraino con un’apposita convenzione per le prestazioni del centro appena inaugurato. Nei prossimi mesi, inoltre, è previsto l’avvio del nuovo reparto degenze per i pazienti che necessitano della riabilitazione.

Il contributo dell’IRCCS di Negrar al progetto è duplice. Anzitutto i professionisti del Sacro Cuore hanno svolto un ruolo di supervisione e consulenza nell’acquisto della strumentazione tecnologica del nuovo centro. In secondo luogo il personale della Riabilitazione dell’IRCCS ha approntato un percorso di formazione per i colleghi ucraini con un particolare focus sulla riabilitazione neurologica, che nella regione di Ivano Frankivs’k era praticamente inesistente fino ad ora. Per seguire questo percorso diversi gruppi di fisioterapisti, infermieri e medici ucraini sono stati a Negrar. L’ultimo gruppo di professionisti ucraini arriverà in Valpolicella nel prossimo mese di marzo. A fine febbraio, invece, si recheranno nuovamente in Ucraina 2 fisioterapisti del servizio di medicina fisica e riabilitazione per seguire l’andamento del nuovo centro e offrire un’ulteriore occasione di formazione.


Il Presidente Sergio Mattarella ha ricevuto una delegazione dell'Opera Don Calabria e del "Sacro Cuore"

Una delegazione dell’Opera Don Calabria, guidata dal Casante, è stata ricevuta dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella lunedì 3 febbraio. Presenti anche il presidente del “Sacro Cuore” fratel Gedovar Nazzari e l’amministratore delegato Claudio Cracco. Il capo dello Stato ha espresso il suo apprezzamento per il lavoro dell’Opera e dell’ospedale al fianco dei più fragili e sofferenti.

Nel pomeriggio di lunedì 3 febbraio il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto al Quirinale una delegazione dell’Opera Don Calabria e dell’ospedale di Negrar. E’ stato un incontro davvero emozionante, avvenuto in un clima di famliarità e amicizia, durante il quale è stato possibile illustrare al Presidente una panoramica delle attività svolte dall’Opera in campo sociale, pastorale e sanitario.

A guidare la delegazione era il Casante, don Massimiliano Parrella, mentre per l’ospedale erano presenti il presidente fratel Gedovar Nazzari, che è anche economo dell’Opera, e l’amministratore delegato Claudio Cracco. L’incontro è durato circa 30 minuti. Dopo un momento di saluto e presentazione, ha preso la parola il Casante che ha descritto al Presidente la realtà della Famiglia Calabriana in Italia e nel mondo. Nel suo discorso ha ringraziato l’on. Mattarella per la sua vicinanza, manifestata con la precedente visita da lui effettuata all’ospedale Divina Provvidenza di Luanda, in Angola, nel 2019 e con l’udienza concessa ai responsabili dell’Opera a Salvador de Bahia durante la recente visita di stato in Brasile (luglio 2024).

A seguire è intervenuto l’ad Cracco, il quale ha presentato l’IRCCS Sacro Cuore Don Calabria spiegando la mission affidata dal fondatore (che si può riassumere con la frase di don Calabria “il malato dopo Dio è il nostro padrone”) e descrivendo le eccellenze mediche presenti con uno sguardo alle sfide che l’ospedale sta affrontando per “restare all’altezza dei tempi” come desiderava il fondatore.

In conclusione il Presidente Mattarella ha indirizzato un messaggio di apprezzamento per la figura di San Giovanni Calabria e per il lavoro svolto dall’Opera al fianco dei più fragili e sofferenti.

All’incontro erano presenti anche Giovanna Martelli, consulente per le relazioni istituzionali dell’Opera; il dr. Claudio Bianconi, responsabile dei progetti sanitari internazionali e dell’ospedale di Negrar; Matteo Cavejari, responsabile comunicazione dell’Opera.

Al termine sono stati consegnati al Presidente Mattarella alcuni doni simbolici. Per l’ospedale, in particolare, sono stati donati un modello della statua in bronzo raffigurante don Calabria collocata davanti all’ingresso (realizzata dal maestro Albano Poli) e un libro con la storia fotografica delle origini e degli sviluppi più recenti dell’ospedale, tratto dalla mostra fotografica realizzata per il centenario. Tra gli altri doni consegnati, un quadro dipinto da un ragazzo disabile del Centro Polifunzionale Don Calabria di Verona, raffigurante la Gioconda); una biografia di san Giovanni Calabria; poi alcuni biscotti realizzati dal laboratorio “Cotti in fragranza”, iniziativa portata avanti dall’Opera nel carcere minorile Malaspina di Palermo per formare i giovani detenuti ad una professione da intraprendere una volta usciti; un barattolo di miele prodotto dai bambini di strada accolti nella casa dell’Opera a Nakuru (Kenya); infine una bottiglia di Amarone come prodotto tipico del territorio veronese e della Valpolicella in particolare.


Verso la Giornata mondiale contro il cancro: la carta d'identità del tumore

In vista della Giornata mondiale contro il cancro, che ricorre il 4 febbraio, continuiamo la presentazione di alcune specialità che hanno un ruolo fondamentale nel percorso di cura della persona affetta da malattia oncologica. In questo caso entriamo nel Laboratorio di Biologia molecolare, dove viene tracciata la carta di identità del tumore, e nell’ambulatorio di Genetica Oncologica, dove viene analizzato il rischio in persone sane di poter contrarre un cancro.

In vista della Giornata mondiale contro il cancro, che ricorre il 4 febbraio, continuiamo la presentazione di alcune specialità che hanno un ruolo fondamentale nel percorso di cura della persona affetta da malattia oncologica. In questo caso entriamo nel Laboratorio di Biologia molecolare, dove viene tracciata la carta di identità del tumore, e nell’ambulatorio di Genetica Oncologica, dove viene analizzato il rischio in persone sane di poter contrarre un cancro.

Prof. Giuseppe Zamboni

Da tempo non si parla più di tumore al singolare ma di tumori anche quando interessano lo stesso organo. La caratterizzazione molecolare delle neoplasie, ovvero la mappa genetica del tumore, svolge un ruolo cruciale nell’identificazione delle mutazioni, integrando le informazioni tradizionali (esami istologici). La presenza di mutazioni actionable determina la possibilità di intraprendere terapie innovative mirate al tumore, come quelle a bersaglio molecolare. Il riscontro invece di mutazioni di tipo “ereditario”, cioè trasmesse e trasmissibili, è fondamentale per attuare gli opportuni programmi di prevenzione specifici per ogni tipo di neoplasia (mammella, ovaio, colon…).

Dott.ssa Valeria Viassolo

“Un elemento innovativo è rappresentato dall’utilizzo clinico della biopsia liquida – ha spiegato il professor Giuseppe Zamboni, direttore dell’Anatomia Patologica e Biologia Molecolare. “Tale metodica consiste nell’identificazione di alterazioni molecolari predittive di risposta o al contrario di resistenza alle terapie attraverso un semplice prelievo di sangue, analizzando frammenti di DNA e RNA che rilasciano le cellule tumorali. Ciò è possibile grazie all’elevatissima sensibilità delle metodiche di sequenziamento del DNA di nuova generazione (definite Next Generation Sequencing-NGS) di cui si avvale il nostro laboratorio di Biologia Molecolare per tutti gli esami, e non solo per la biopsia liquida, di caratterizzazione molecolare che nel 2024 sono stati circa 600”. Attualmente l’utilizzo della biopsia liquida è raccomandato nel tumore del polmone e nel carcinoma della mammella

 Il ruolo della genetica nella prevenzione oncologica

Strettamente legata all’attività di biologia molecolare è quella della genetica oncologica. Si tratta di un percorso rivolto sia a pazienti oncologici sia a persone sane con storia personale e/o familiare che potrebbe far ipotizzare una predisposizione ereditaria, quindi un elevato rischio, di contrarre la malattia. I tumori ereditari rappresentano circa il 5-10% della totalità delle diagnosi oncologiche e possono essere sospettati in caso di neoplasie sviluppate in età precoce, multiple, di tipo istologico particolare o diagnosticate in numerosi familiari dello stesso ramo parentale. “I principali obiettivi di un percorso di genetica oncologica sono innanzitutto quello di stabilire la presenza di una predisposizione ereditaria anche attraverso esami genetici eseguiti dalla Biologia Molecolare – ha illustrato la dottoressa Valeria Viassolo, genetista oncologa -. Quindi di valutare la percentuale di rischio di ammalarsi di tumore e infine proporre misure di sorveglianza (come esami clinico-strumentali a scadenze ravvicinate) o di prevenzione personalizzate, sulla base del rischio stimato”. Nel 2024 la Genetica Oncologica ha effettuato circa 800 visite.


Il Santuario San Giovanni Calabria è tra le chiese giubilari della diocesi di Verona

Il santuario diocesano San Giovanni Calabria è tra le 16 chiese giubilari della diocesi di Verona fino al 28 dicembre 2025. Il mandato è stato consegnato dal vescovo mons. Domenico Pompili al rettore del santuario don Giacomo Cordioli durante la solenne apertura del “Giubileo della speranza” nella diocesi scaligera, avvenuta in cattedrale lo scorso 29 dicembre.

In occasione del “Giubileo della speranza”, aperto da Papa Francesco lo scorso 24 dicembre, il santuario San Giovanni Calabria sarà una delle 16 chiese giubilari della diocesi di Verona, come da decreto emanato dal vescovo mons. Domenico Pompili. Questo significa che durante l’anno giubilare per i fedeli sarà possibile ottenere l’indulgenza giubilare facendo un pellegrinaggio a San Zeno in Monte, presso la Casa Madre dell’Opera Don Calabria dove ha sede il santuario, e attenendosi alle indicazioni della Chiesa. Ecco il passaggio contenuto nel decreto del vescovo:

«In tali chiese (oltre che attraverso i sacri pellegrinaggi) per i fedeli sarà possibile lucrare l’Indulgenza giubilare, secondo le consuete indicazioni della Chiesa – confessione sacramentale individuale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice – e le specifiche disposizioni stabilite dalla Penitenzieria Apostolica per il Giubileo 2025 (Norme, II): se, individualmente o in gruppo, visiteranno devotamente qualsiasi luogo giubilare stabilito e lì, per un congruo periodo di tempo, si intratterranno nell’adorazione eucaristica e nella meditazione, concludendo con il Padre Nostro, la Professione di Fede, in qualsiasi forma legittima, e invocazioni a Maria, Madre di Dio, affinché in questo Anno Santo tutti possano “sperimentare la vicinanza della più affettuosa delle mamme, che mai abbandona i suoi figli” (Spes non confundit, n. 24)» (Vedi decreto integrale).

L’apertura del “Giubileo della speranza” a livello diocesano è avvenuta lo scorso 29 dicembre in Cattedrale con una solenne celebrazione presieduta da mons. Pompili. Durante l’evento il vescovo ha consegnato il mandato alla delegazione del santuario calabriano, guidata dal rettore don Giacomo Cordioli. Il santuario San Giovanni Calabria sarà chiesa giubilare fino al 28 dicembre 2025.

La chiesa della Casa Madre dell’Opera, sul colle di San Zeno in Monte, è stata eretta a santuario l’8 ottobre 2023 in occasione delle celebrazioni per i 150 anni dalla nascita di san Giovanni Calabria. All’interno del santuario ci sono le tombe di don Calabria e di due suoi collaboratori della prima ora, cioè don Luigi Pedrollo e fratel Francesco Perez.


Un anno da ricordare: le immagini del 2024 al Sacro Cuore

Un anno all’insegna della ricerca e dell’innovazione, ma anche un anno ricco di progetti per migliorare i servizi al paziente, com’era nei desideri del fondatore san Giovanni Calabria. Senza dimenticare le piccole e grandi storie che ogni giorno si dipanano negli ambienti della Cittadella della Carità di Negrar, storie dove si intrecciano sofferenza, coraggio, professionalità e tanta umanità. Tutto questo e molto altro è stato il 2024 del “Sacro Cuore”, di cui nel video qui sotto raccontiamo i principali avvenimenti attraverso le immagini e le notizie pubblicate sul nostro sito.

Con l’occasione porgiamo a tutti i collaboratori, ai pazienti e ai loro familiari gli auguri di un anno nuovo ricco di speranza e serenità.


Gli auguri del Casante: "Cerchiamo di essere donne e uomini di speranza"

«Ecco il messaggio per questo Santo Natale per la Famiglia Calabriana: ovunque siamo, qualsiasi cosa facciamo, io vi invito a donare speranza. Cerchiamo di essere uomini e donne di speranza, diventiamo Opera di speranza che accende una luce dove quella luce ormai non c’è più, Opera che dà un orientamento in quelle strade che sono senza orientamento, Opera capace di portare un po’ di pace nel cuore dell’umanità dove quella pace ormai non c’è più».
(Messaggio del Casante alla Famiglia Calabriana, Natale 2024)

E’ in queste parole il cuore del messaggio che il Casante, don Massimiliano Parrella, rivolge a tutta l’Opera Don Calabria in occasione di questo Santo Natale 2024, che cade a pochi giorni dall’apertura del Giubileo della Speranza. Ci uniamo al suo messaggio (nel video qui sotto) e porgiamo a tutti i collaboratori della Cittadella della Carità, agli ammalati e alle loro famiglie l’augurio che questo Natale possa portare nuova luce nella vita di ciascuno.


70 anni fa moriva San Giovanni Calabria: il video con la testimonianza di chi era presente

Il 4 dicembre 1954 don Giovanni Calabria, fondatore dell’Opera e dell’ospedale “Sacro Cuore” di Negrar, spirava nel suo letto a San Zeno in Monte all’età di 81 anni. Subito la notizia si spargeva a macchia d’olio nella città di Verona, tanto che poche ore dopo iniziava una interminabile processione di persone commosse che salivano sul colle per rendere omaggio a quel prete che Papa Pio XII, in un telegramma di condoglianze, avrebbe definito “campione di evangelica carità”. Tre giorni dopo, il 7 dicembre, in una giornata gelida, una folla senza precedenti si riversava per le vie del centro per partecipare al corteo funebre fino alla chiesa di Sant’Anastasia.
In questo video, a distanza di 70 anni esatti, il ricordo ancora vivo e vibrante di quelle giornate memorabili raccontato da chi era presente.