Inaugurato il Centro diagnostico terapeutico Sacro Cuore

Inaugurato questa mattina il Centro diagnostico terapeutico di via San Marco: l’eccellenza del Sacro Cuore si avvicina a Verona

Da Verona a Negrar. Con la realizzazione del Centro diagnostico terapeutico ospedale Sacro Cuore, di via San Marco 121, l’ospedale dell’Opera Don Calabria si avvicina ai cittadini del comune scaligero che da sempre scelgono numerosi la struttura della Valpolicella.

Questa mattina il Centro, che si trova nell’area polifunzionale del Don Calabria, ha visto la presenza di un folto pubblico per la benedizione inaugurale della struttura sanitaria, progressivamente attiva dal novembre del 2014. Ad impartire la benedizione don Ivo Pasa,responsabile della Delegazione europea dell’Opera Don Calabria (vedi filmato inaugurazione).

Già dal nome abbiamo voluto sottolineare che il Centro è parte integrante dell’ospedale di Negrar – ha detto il presidente, fratel Gedovar Nazzari -. Qui operano in libera professione gli stessi medici dell’ospedale e la diagnostica è dotata delle stesse apparecchiature all’avanguardia che si trovano al “Sacro Cuore Don Calabria”.

Il Centro è il completamento di un offerta sanitaria. “L’ospedale offre prestazioni convenzionate con il Sistema sanitario nazionale, mettendo in atto tutte le strategie per ridurre l’annoso problema delle liste di attesa – ha sottolineato -. Ma il carisma ereditato da san Giovanni Calabria ci porta a prenderci cura anche di coloro che non possono partecipare alla spesa sanitaria tramite il ticket. Nel 2015 abbiamo assisto gratuitamente più di mille persone, grazie la nostro Ufficio aiuti umanitari”.

Il Centro risponde ad un’altra tipologia di cittadini “coloro che possono sostenere una visita in libera professione o usufruiscono di forme assicurative sempre più diffuse. Sono tre modi differenti per accedere alle cure sanitarie. Ciò che rimane la stessa, qui a Verona come a Negrar, è la qualità professionale, tecnologia e umana delle prestazioni”.

Sono circa 30% i cittadini del comune scaligero che lo scorso anno hanno scelto l’ospedale di Negrar per sottoporsi a visite specialistiche e diagnostiche. Un dato su cui si è soffermato l’amministratore delegato, Mario Piccinini, per spiegare le regioni che hanno indotto la struttura sanitaria calabriana a creare un Centro a Verona.

“Anzitutto abbiamo risposto a una norma di legge che obbliga di garantire ai medici la possibilità di praticare la libera professione intra moenia, anche quando la struttura ospedaliera non dispone di spazi sufficienti“. Ma soprattutto “abbiamo risposto a un’esigenza di molti veronesi che chiedevano l’offerta sanitaria del ‘Sacro Cuore Don Calabria’ senza doversi spostare in Valpolicella. Con questo Centro abbiamo portato a Verona la professionalità, la tecnologica e anche il clima di attenzione per il malato dell’ospedale di Negrar”.

E’ stato invece il direttore sanitario, dottor Fabrizio Nicolis, ad illustrare le eccellenze del Centro. In campo senologico, per esempio, con la mammografia con tomosintesi, cioè il più recente avanzamento tecnologico per la diagnosi del tumore al seno. In quello oculistico, con la cosiddetta TAC dell’occhio per la diagnosi delle patologie più complesse.

La diagnostica per immagini – oltre a disporre di un Tac, della Risonanza Magnetica, di macchinari per Rx convenzionali e di ecografi – è stata dotata di un Densitometro di ultimissima generazione in grado di valutare non solo la densità minerale dell’osso ma anche il volume della massa magra, ideale, per esempio, per verificare la preparazione degli atleti. Al Centro, infatti, si rivolgono diverse società sportive come l’Hellas Verona, il Chievo Verona e a livello nazionale la squadra azzurra di nuoto, che si sta preparando per le prossime Olimpiadi di Rio de Janeiro.

Recentemente è stata realizzata anche una sala chirurgica per interventi di day surgery (chirurgia giornaliera). L’area chirurgica è dotata di due stanze di osservazione post operatoria dove il paziente può rimanere anche per tutta la giornata.

Il Centro diagnostico terapeutico ospedale Sacro Cuore, di via San Marco 121 a Verona, è aperto dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 20. Per informazioni e prenotazioni 045.6014844; centro.diagnostico@sacrocuore.it


Inaugurazione del Centro diagnostico terapeutico

Sabato 9 aprile alle 11 si terrà la benedizione inaugurale aperta al pubblico del Centro diagnostico terapeutico ospedale Sacro Cuore, in via S. Marco 121, a Verona

Taglio ufficiale del nastro per il Centro diagnostico terapeutico ospedale Sacro Cuore di via San Marco 121, a Verona.

Sabato 9 aprile alle 11 don Ivo Pasa, responsabile della Delegazione Europea dell’Opera Don Calabria, impartirà la benedizione inaugurale della nuova struttura sanitaria collocata in due palazzine completamente rinnovate del Centro polifunzionale Don Calabria.

Alla cerimonia, aperta alla cittadinanza, interverranno l’assessore regionale alla Sanità, Luca Coletto, il presidente dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, fratel Gedovar Nazzari, l’amministratore delegato, Mario Piccinini, e il direttore sanitario, dottor Fabrizio Nicolis.

Dopo la benedizione ci sarà un buffet di benvenuto e la possibilità per il pubblico di visitare il Centro.

Con la realizzazione del Centro diagnostico terapeutico, l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar si avvicina ai cittadini del comune scaligero che da sempre scelgono numerosi la struttura sanitaria della Valpolicella.

Qui, in uno spazio moderno ed accogliente, è possibile effettuare in libera professione visite specialistiche, esami diagnostici, check up ed interventi di day surgery, quest’ultimi grazie all’allestimento di una sala chirurgica con stanze dedicate all’osservazione post-operatoria.


Lo standard ospedaliero è garantito dalle professionalità mediche, le stesse che operano al “Sacro Cuore Don Calabria” di Negrar, e dalla tecnologia diagnostica di ultima generazione, di cui è dotato anche l’ospedale calabriano.

Non solo: in caso di ulteriori accertamenti, il paziente può scegliere di proseguire l’iter diagnostico-terapeutico all’ospedale di Negrar.

Per informazioni: 045.6014844; centro.diagnostico@sacrocuore.it Per prenotazioni telefoniche: tel. 045.6013257 lunedì-venerdì dalle 8 alle 18, sabato dalle 8 alle 13.
Per prenotazioni allo sportello: lunedì-venerdì dalle 8 alle 20.
Disdetta prenotazioni: numero verde 800. 62 0177


05/04/2016 Aperto il bando per otto volontari del Servizio Civile

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Possono partecipare tutti i giovani di età compresa tra 18 e 28 anni. La domanda va presentata entro il 20 aprile. I volontari selezionati affiancheranno per un anno gli educatori e gli operatori di Casa Nogarè, Casa Clero e Casa Perez.

IL BANDO
È aperto il bando per la selezione di giovani volontari che vogliano fare il Servizio Civile Nazionale presso la Cittadella della Carità di Negrar. I posti disponibili sono otto, suddivisi fra le tre strutture socio-sanitarie della Cittadella: Casa Perez, Casa Nogarè e Casa Clero.

La domanda va presentata entro mercoledì 20 aprile alle ore 14, compilando gli appositi moduli (domanda e curriculum) e consegnandoli o inviandoli al Centro Sociale di Casa Perez. Possono candidarsi giovani maschi e femmine che al momento della domanda abbiano un’età compresa tra 18 anni (compiuti) e 29 anni (non compiuti). Il bando è aperto a cittadini dell’Unione Europea e a cittadini non comunitari in regola con il permesso di soggiorno. Per chiarimenti e ulteriori informazioni ci si può rivolgere agli educatori della Cittadella della Carità (tel. 045.6013656 / 6013066; e-mail csocialeperez@sacrocuore.it / educazione@sacrocuore.it).

Le candidature pervenute entro il 20 aprile saranno valutate dall’ufficio del Servizio Civile dell’Opera Don Calabria. Verranno considerati con attenzione sia i titoli dei candidati sia le loro esperienze nel campo del volontariato, dopodiché ci sarà un colloquio conoscitivo e motivazionale con ogni candidato. Infine entro il mese di giugno sarà definita una graduatoria con la scelta degli otto volontari. Il Servizio vero e proprio inizierà indicativamente nel mese di settembre 2016.

IL PROGETTO
Tutti gli obiettivi del Servizio, l’organizzazione e le attività richieste ai volontari sono contenute nel progetto intitolato “Incontrarsi e raccontarsi: storie che educano” (vedi sintesi progetto). I giovani saranno chiamati a collaborare con il personale specializzato delle tre Case affiancando gli ospiti nei vari momenti della giornata, quali ad esempio: laboratori, accompagnamento ai pasti, feste di compleanno, gite e uscite, colloqui, incontri… In particolare verrà richiesto ai volontari di impegnarsi nel creare una relazione attiva con gli ospiti, ponendosi in un atteggiamento di ascolto e valorizzando le loro storie di vita, i loro interessi e i loro ricordi.

Le strutture nelle quali saranno inseriti i servizi civili sono di tipo socio-sanitario. In particolare a Casa Nogarè ci sono una casa di riposo, una Residenza Sanitaria Assistenziale ad indirizzo riabilitativo funzionale e una Speciale Unità di Accoglienza per persone in stato vegetativo permanente. A Casa Clero sono ospitati sacerdoti anziani non autosufficienti. A Casa Perez, infine, ci sono una casa di riposo per persone non autosufficienti con problemi sociali e psichiatrici e una RSA sempre per persone con problemi sociali e psichiatrici cronici.

IL SERVIZIO
Il Servizio Civile Nazionale, istituito nel 1998, dura 12 mesi per un impegno settimanale di 30 ore distribuite su 5 o 6 giorni. Ai volontari è corrisposto un incentivo di 433,80 € mensili. L’Opera Don Calabria è da tempo un ente accreditato dall’ufficio nazionale del Servizio Civile per fare progetti e accogliere giovani volontari nelle proprie attività. Attualmente nelle varie realtà dell’Opera sono già operativi 35 volontari, che stanno svolgendo il servizio nelle Case di San Benedetto (Verona), Catanzaro e Termini Imerese (Palermo).

Oltre al progetto della Cittadella della Carità, è aperto il bando, con scadenza il 20 aprile, per un progetto per quattro volontari anche al Centro Polifunzionale Don Calabria di Verona. Tutte le informazioni in merito si possono trovare sul sito www.serviziociviledoncalabria.it.

matteo.cavejari@sacrocuore.it


Quel dolore diffuso che nasconde la fibromialgia

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Quel dolore diffuso che nasconde la fibromialgia

Si tratta di una sindrome difficile da diagnosticare perché oltre al dolore presenta molti altri sintomi. Se ne parlerà sabato 9 aprile in un convegno in Sala Perez

“Dottore, sento dolore ovunque”. È una delle frasi più comuni che i medici di medicina generale sentono pronunciare dai loro pazienti. L’espressione di uno stato di malessere molto accentuato che spesso nasconde una sindrome, la fibromialgia, difficile da diagnosticare in quanto caratterizzata dai sintomi più disparati.

Della sindrome fibromialgica, della diagnosi e della terapia, si parlerà nel IX Seminario di Reumatologia della Valpolicella, che si terrà sabato 9 aprile dalle 8.30 nella sala convegni “Fr. Perez” dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar. Un incontro formativo annuale, promosso dall’Unità operativa semplice di Reumatologia, diretta dal dottor Antonio Marchetta, rivolto in particolare ai medici di medicina generale, in prima linea riguardo alle malattie reumatiche. Patologie che negli ultimi dieci anni hanno conosciuto grandi novità soprattutto nell’ambito terapeutico, con l’impiego dei farmaci biotecnologi affiancati a quelli tradizionali (per ulteriori informazioni sul convegno: http://formazione.sacrocuore.it/CorsiDettaglio.aspx).

Durante la mattinata, a cui presenzierà anche l’assessore regionale alla Sanità Luca Coletto, verrà trattato anche il tema dell’edema osseo con la lettura magistrale del professor Luigi Sinigaglia, direttore della Reumatologia dell’Istituto Gaetano Pini di Milano. A seguire il professor Giampiero Girolomoni, direttore della Scuola di Specializzazione in Dermatologia e venereologia dell’Università di Verona, parlerà delle manifestazioni dermatologiche nelle malattie reumatiche.

Dottor Marchetta, cos’è la fibromialgia?

È una forma molto comune di dolore muscolo-scheletrico diffuso, di affaticamento (astenia) e disturbi del sonno che colpisce circa 1.5-2 milioni di italiani, la maggior parte donne. Occorre chiarire che la fibromialgia non è un’artrite ma interessa prevalentemente i muscoli, i legamenti e i tendini. È una condizione che viene definita sindrome, dal momento che può manifestarsi con svariati sintomi .

Oltre al dolore diffuso, cosa lamenta il paziente?

Molto spesso sono presenti numerosi altri segni e sintomi con possibile interessamento di quasi tutti gli organi e apparati. L’insonnia o il cattivo riposo è un sintomo molto invalidante come la forte stanchezza (astenia). Molte persone riferiscono di cambiamenti repentini del tono dell’umore, e molto spesso i pazienti con fibromialgia presentano anche un quadro di depressione o disturbi di ansia. Altri sintomi sono la cefalea, di tipo muscolotensivo, disturbi gastrointestinali come il colon irritabile con alternanza di diarrea e stipsi, formicolio alle braccia e alle gambe, spasmi vescicali che costringono a urinare spesso. Il freddo acuisce tali disturbi.

Quali sono le cause della fibromialgia?

Al momento sono ignote. Esistono però vari fattori che possono scatenarla. Eventi stressanti come un lutto, una separazione, un trauma fisico o psichico, una malattia, la perdita del lavoro.

Come viene diagnosticata?

La diagnosi di questa sindrome a volte non è agevole, perché all’apparenza il paziente si presenta sano. Normalmente non si rilevano alterazioni degli esami di laboratorio come gli indici di infiammazione o i test reumatici così come gli esami strumentali quali quelli radiologici. Di fronte a un paziente con fibromialgia vanno escluse tutte le altre possibili malattie reumatologiche e non. La diagnosi è comunque fondamentalmente clinica e importante è l’associazione tra il dolore diffuso e la presenza di aree (tender points) che alla pressione evocano un dolore molto intenso.

Come si cura?

Essendo la fibromialgia un insieme di sintomi non esiste una cura specifica, ma una serie di interventi terapeutici per migliorare la qualità di vita del paziente. Il trattamento deve essere personalizzato e multispecialistico e comprendere figure quali il medico di medicina generale, il reumatologo, il fisiatra, lo psicologo e tutti gli specialistici interessati ai sintomi che il paziente lamenta. Le opzioni possono essere molte: la prescrizione di farmaci per attenuare il dolore o per riposare meglio; programmi di attività fisica che comprendano esercizi di stretching muscolare, tecniche di rilassamento ed altre metodiche per diminuire la tensione muscolare. La terapia termale è un valido presidio così come le terapie psicologiche cognitivo-comportamentali per aiutare il paziente a comprendere la sua malattia e imparare a convivere con la fibromialgia.

elena.zuppini@sacrocuore.it


Una visita per prevenire i tumori del cavo orale

Venerdì 1 aprile sarà possibile fare una visita di controllo della bocca, gratuitamente e senza bisogno di prenotazione, presso l’ambulatorio ORL di Casa Nogarè. Orario del servizio: dalle 8,30 alle 12,00

L’ospedale Sacro Cuore Don Calabria aderisce alla seconda giornata nazionale di prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del cavo orale, organizzata dall’Aooi (Associazione Otorinolaringologi Ospedalieri Italiani). L’appuntamento è per la mattinata di venerdì 1 aprile, dalle 8.30 alle 12.00, quando i cittadini potranno presentarsi all’ambulatorio ORL del Sacro Cuore, presso i poliambulatori di Casa Nogarè, per ricevere una visita di screening del cavo orale, gratuita e senza bisogno di prenotazione o impegnativa.

Qualora durante la visita fosse riscontrato il bisogno di qualche approfondimento, il paziente verrà inserito in un percorso di controllo adeguato, con l’ulteriore garanzia di trovarsi all’interno di un ospedale che si è recentemente costituito in Cancer Care Center, secondo un modello organizzativo che favorisce la presa in carico rapida e coordinata dei pazienti con sospetta diagnosi tumorale (vedi maggiori notizie sul Cancer Care Center).

Il cavo orale comprende lingua, gengive, guance, la parte inferiore della bocca, palato e labbra. I tumori di questo distretto hanno in Italia un’incidenza compresa tra 4 e 12 nuovi casi per 100mila abitanti all’anno. In genere si tratta di patologie che, con una diagnosi precoce, possono essere trattate efficacemente con metodi non invasivi, senza interventi demolitivi e con un’alta percentuale di sopravvivenza libera da malattia.

I maggiori fattori di rischio per questo tipo di tumori sono il fumo e l’abuso di alcol – dice il dott. Sergio Albanese, direttore dell’UOC di Otorinolaringoiatria del Sacro Cuore – Anche una dieta molto povera di frutta e verdura o altre situazioni che provocano una reiterata infiammazione della mucosa orale aumentano le probabilità di incorrere nella malattia. Tuttavia la vera emergenza è un’altra. Si è riscontrato, infatti, che negli ultimi anni c’è stata una crescita significativa di tumori del cavo orale e della gola correlati all’infezione da papilloma virus (HPV positivi). L’OMS parla addirittura di un aumento del 5% annuo a livello mondiale“.

Il papilloma virus è noto da tempo come un agente oncogeno a trasmissione sessuale, capace di favorire l’insorgere del tumore del collo dell’utero. In realtà si è scoperto negli ultimi anni che, in caso di rapporti orali, questo virus può infettare anche alcune cellule della gola, favorendo a lungo andare l’insorgere di tumori del distretto oro-faringeo. Proprio il cambiamento delle abitudini sessuali e l’aumento della promiscuità starebbe alla base di una progressiva diffusione del papilloma virus e dei tumori correlati.

Si tratta di una situazione allarmante anche perché il virus, una volta infettata la gola, si può trasmettere al partner anche con un normale bacio – dice ancora il dott. Albanese – ed è anche per questo che bisogna fare più informazione e prevenzione“.

Presso l’UOC di Otorinolaringoiatria dell’ospedale di Negrar nel 2015 sono state eseguite circa 4mila visite e 2.500 interventi in ambito ORL, comprendenti una quota di pazienti oncologici.

I pazienti con tumori della sfera ORL, a seconda della situazione, vengono inoltre prontamente trattati con chemio e radioterapia, secondo un percorso integrato con gli altri reparti operanti in campo oncologico all’interno dell’ospedale di Negrar.

matteo.cavejari@sacrocuore.it


Dormire bene è un sogno che può diventare realtà

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In occasione della giornata mondiale del sonno, il Centro di Medicina del sonno e l’associazione InFormaSonno si mettono a disposizione per dare informazioni e consigli sui disturbi del dormire. L’appuntamento è per sabato 26 marzo in Piazza Bra, a Verona

“Il buon sonno è un sogno raggiungibile”. Con questo tema si celebra oggi la giornata mondiale del sonno, il cui obiettivo è promuovere la conoscenza dei disturbi del sonno e sensibilizzare sulle ricadute che tali disturbi hanno sulla società (vedi poster allegato).

In occasione di questa giornata, anche il Centro di Medicina del sonnodel Sacro Cuore e l’associazione InFormaSonno si mobilitano per tenere alta l’attenzione su un problema che interessa in varia misura circa il 45% della popolazione italiana. In particolare i due enti promuoveranno una giornata di sensibilizzazione il prossimo SABATO 26 MARZO, allestendo uno stand informativo in Piazza Bra, nel cuore di Verona. A partire dalle 10 esperti e volontari saranno a disposizione per dare consigli sulle regole del dormire bene e per fornire materiale informativo a tutte le persone interessate. Tra i problemi al centro dell’attenzione: apnee notturne, insonnia, sindrome delle gambe senza riposo, disturbi del sonno nei bambini.

Il Centro di Medicina del sonno dell’ospedale di Negrar, diretto dal dott. Gianluca Rossato, opera da diversi anni nella prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi del sonno. Nel 2015 i medici del Centro hanno effettuato quasi 1600 visite, eseguendo 904 polisonnografie (l’esame elettivo per la diagnosi di disturbi del sonno). Inoltre sono state fatte 744 saturimetrie notturne, esame per valutare la saturazione del sangue durante il sonno, e 322 terapie ventilatorie cpap/bipap finalizzate ad aiutare i pazienti nella respirazione durante il sonno. InFormaSonno è un’associazione nazionale nata lo scorso anno grazie aai medici del Centro di Negrar proprio con l’obiettivo di sensibilizzare sui problemi legati ai disturbi del sonno, servendosi in particolare del primo portale italiano dedicato al mondo del dormire: www.informasonno.it.

I disturbi del sonno provocano un sensibile peggioramento nella qualità della vita di chi ne è afflitto, con ripercussioni sul lavoro, sulla vita sociale e sulla salute. Inoltre sono alla base di molti incidenti stradali (si calcola che mediamente ogni anno ci siano mille morti e 120mila feriti per incidenti causati da colpi di sonno). A tal proposito, da gennaio 2016 è in vigore una normativa europea che impone vincoli più stretti per il rinnovo della patente a chi soffre di apnee notturne. Altro aspetto significativo è l’uso di sonniferi. Ogni anno in Italia si spendono 500 milioni di euro per l’acquisto di farmaci che aiutano a dormire, nella maggioranza dei casi senza alcun controllo medico. D’altra parte solo una persona su quattro, tra quelle con problemi di sonno, si rivolge ad un medico. Un vero peccato, perché in molti casi con i giusti accorgimenti si possono ottenere sensibili miglioramenti nel riposo notturno.


Disponibile on line il kit per gli esami parassitologici

Con pochi semplici passaggi è possibile ricevere direttamente a casa i contenitori per la raccolta di campioni biologici necessari per alcuni esami da eseguire al Laboratorio del Centro per le Malattie Tropicali

Sul sito www.sacrocuore.it è disponibile un nuovo servizio che permette di richiedere online e ricevere a casa i contenitori per la raccolta dei campioni necessari per gli esami parassitologici da effettuare presso il Laboratorio di Parassitologia del Centro per le Malattie Tropicali.

Si può accedere al servizio tramite il sito www.tropicalmed.eu o dalla sezione “Servizi on line” del sito www.sacrocuore.it (il link diretto alla pagina per la richiesta dei contenitori è https://www.sacrocuore.it/contenitori). Una volta aperta la pagina apposita, l’utente deve selezionare gli esami da fare (con impegnativa del medico). A questo punto il sistema calcola in automatico i contenitori necessari per eseguire gli esami, il kit più appropriato per la loro spedizione e il relativo costo. Una volta regolarizzato il pagamento con carta di credito, il kit richiesto verrà spedito con corriere all’indirizzo indicato. Tramite e-mail il richiedente riceverà notifica dell’avvenuta spedizione e il “codice vettore” del pacco.

Gli esami per i quali è possibile richiedere i contenitori sono quelli relativi alla ricerca dei parassiti intestinali e delle vie urinarie. I contenitori sono spediti all’interno di un kit a norma per il trasporto di materiale biologico inattivato. Tale kit comprende, inoltre, le istruzioni sulle modalità di raccolta dei campioni, la documentazione per la privacy e altra modulistica per ottimizzare l’esecuzione degli esami.

Al termine della procedura, l’ospedale comunica via e-mail il costo degli esami effettuati. Il paziente, una volta regolarizzato il pagamento, potrà consultare i referti on line sempre nella sezione “Servizi on line” del sito www.sacrocuore.it (pagina diretta: https://www.sacrocuore.it/Servizi-on-line/dossier/).

Gli esami che vengono eseguiti annualmente dal Laboratorio sono più di 20mila (quasi 24mila nel 2015). Molti di essi riguardano la ricerca dei parassiti intestinali. Le richieste di esami arrivano da tutta Italia ed è per questo che si è deciso di mettere a disposizione dei pazienti la possibilità di ricevere e restituire i campioni senza dover spostarsi da casa, con l’ulteriore agevolazione di consultare on line i relativi referti.

matteo.cavejari@sacrocuore.it


800 143 143 il Numero Verde per la cura del tumore

È attivo il Numero Verde 800 143 143 dedicato ai pazienti con diagnosi tumorale che vogliono intraprendere un percorso di cura al Sacro Cuore

800 143 143 è il Numero Verde per la cura del tumore attivato da questa mattina dall’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar (Verona). Si tratta di un numero dedicato alle persone con diagnosi oncologica (o solo con un sospetto) che vogliono intraprendere un percorso di accertamento e di cura presso il nosocomio calabriano(vedi filmati sulla presentazione).

Dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 al Numero Verde rispondono due tutor (quattro le linee dedicate) che una volta individuato il problema del paziente lo mettono in contatto con l’Oncologia, i Servizi o le Unità operative interessate al tipo di tumore.L’obiettivo è quello prendere in carico il paziente, accompagnandolo passo dopo passo nel suo percorso, e di abbattere i tempi di attesa per gli esami diagnostici e i trattamenti chirurgici e farmacologici.
“Si tratta di un’ulteriore ‘porta’ che mettiamo a disposizione dei pazienti e dei loro familiari, per una patologia grave come quella oncologica”, ha detto il direttore sanitario, Fabrizio Nicolis, durante la presentazione. E sono stati 10.766 i pazienti oncologici che nel 2015 hanno fatto riferimento all’ospedale di Negrar, un migliaio più dell’anno precedente.

L’iniziativa è parte di un modello organizzativo multidisciplinare tratto dal mondo anglosassone, il Cancer Care Center, strutturato come una rete trasversale ai Dipartimenti, alle singole Unità operative e ai Servizi coinvolti nell’iter diagnostico-terapeutico del paziente. Ogni paziente viene preso in carico da un team di specialisti che valuta il trattamento personalizzato da intraprendere. “Perché – ha sottolineato ancora il dottor Nicolis – se non tutti i tumori sono uguali, lo stesso vale per i pazienti”.

Modello multidisciplinare vincente in Oncologia che è stato reso possibile grazie al fatto che “negli ultimi anni il ‘Sacro Cuore Don Calabria’ ha investito quote notevoli del suo bilancio nello sviluppo strutturale e tecnologico e in capitale umano e professionale soprattutto nel campo oncologico – ha spiegato l‘amministratore delegato, Mario Piccinini -. Tanto che oggi il paziente trova nel perimetro dell’ospedale tutti i servizi e le specialità necessarie per la diagnosi e la terapia dei tumori fino alla riabilitazione oncologica e alle cure palliative. Uno dei pochi esempi di questo tipo in Italia nell’ambito delle strutture ospedaliere non oncologiche“.

Tra i fiori all’occhiello la Radioterapia Oncologica, “la cui dotazione tecnologica, tra le più moderne e uniche in Italia, consente tramite schemi personalizzati di abbattere drasticamente il numero di sedute, riducendo il disagio dei pazienti e azzerando le liste di attesa – ha illustrato il direttore dell’Unità operativa, Filippo Alongi -. Nel caso del tumore alla prostata, per esempio, è stato sviluppato un protocollo innovativo che in sole 5 sedute permette di irradiare in modo curativo il tumore che invece viene trattato solitamente in due mesi“. Inoltre “l’adozione delle tecniche di laparascopia più avanzata e del robot Da Vinci Xi permettono in chirurgia un approccio mininvasivo routinario al trattamento della malattia oncologica garantendo un minor impatto sul paziente e una più rapida ripresa post operatoria”, ha spiegato il direttore della Chirurgia generale, dottor Giacomo Ruffo.Anche la Medicina Nucleare e Terapia Radiometabolica, diretta dal dottor Matteo Salgarello, rappresenta l’unica espressione nella regione Veneto di completezza diagnostica e terapeutica del settore.

La dottoressa Stefania Gori, direttore dell’Oncologia Medica e presidente nazionale eletto dell’AIOM (l’Associazione Italiana di Oncologia Medica, che riunisce circa 3mila oncologi) ha fornito dati rassicuranti sul tumore in Italia. “Nel 2015 le nuove diagnosi sono state 360mila, ma la mortalità risulta in costante diminuzione negli ultimi 15 anni. La sopravvivenza a 5 anni è aumentata dal triennio 1990-92 al triennio 2005-2007 del 18% negli uomini e del 10% nelle donneOggi vivono nel nostro Paese 3 milioni di persone con diagnosi di tumore, indipendentemente dal tempo in cui è stata fatta, con un incremento del 3% annuo”.

Alla conferenza stampa è intervenuto anche l’assessore alla Sanità, Luca Coletto, che ha sottolineato, “quanto l’ospedale ‘Sacro Cuore Don Calabria’ sia una parte importante del sistema sanitario regionale.Nell’idea del Cancer Care Center c’è anche una grande attenzione all’aspetto umano, che è una “medicina” che si trova solo nelle persone e nelle strutture che fanno buona sanità”.


L'Ambulatorio per la cura dei Tumori Neuroendocrini

Il 29 febbraio è la Giornata mondiale delle malattie rare, tra queste i Tumori Neuroendocrini. Il “Sacro Cuore Don Calabria” offre in loco tutte le opportunità terapeutiche con un Ambulatorio NET dedicato

I Tumori Neuroendocrini (NET-Neuroendocrine Tumours) del pancreas, del tratto gastroenterico e del polmone sono un gruppo eterogeneo di patologie sia per localizzazione sia per aggressività (benigni o maligni), che hanno origine dalle cellule del sistema neuroendocrino.
I NET possono essere funzionanti o non funzionanti e quando sono funzionanti secernano un ormone che provoca sintomi rilevanti sul paziente e da cui prendono il nome: insulinoma (insulina), gatrinoma (gastrina), glucanoma (glucagone), somatostatinoma (somatostatina), VIPoma (peptide vasoattivo intestinale-VIP)…
L’incidenza di 2-5 casi all’anno ogni 100mila abitanti, fa dei NET una forma oncologica relativamente rara, quindi poco conosciuta, la cui diagnosi viene effettuata spesso tardivamente in quanto queste neoplasie richiedono un approccio multidisciplinare e metodiche diagnostico-terapeutiche all’avanguardia

AMBULATORIO NET
Per questo nel 2013 è nato all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria l’Ambulatorio NET, inserito all’interno del Dipartimento oncologico, diretto dalla dottoressa Stefania Gori. L’ambulatorio NET, coordinato dalla dottoressa Letizia Boninsegna, segue il paziente in ogni fase di diagnosi e cura inserendolo in un percorso integrato, dove ogni specialista si confronta e collabora nella gestione ottimale e personalizzata del paziente (per ulteriori informazioni dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13, tel. 045.6013691, email: dip.onc@sacrocuore.itoppure letizia.boninsegna@sacrocuore.it).
L’équipe multidisciplinare Dell’ambulatorio NET fanno parte specialisti anatomopatologi, chirurghi generali e toracici, endocrinologi, diabetologi, gastroenterologi, medici nucleari, oncologi, pneumologi, radiologi e radiologi interventisti e psicologi.
Il Sacro Cuore Don Calabria ha una caratteristica unica per la presa in carico di pazienti affetti da questi tumori – afferma la dottoressa Boninsegna – in quanto dispone in loco di tutto ciò che è necessario per la diagnosi, la terapia e il follow up richiesti da questa patologia“.

LE CARATTERISTICHE
Diversamente da altre neoplasie che aggrediscono gli stessi organi, molti tumori neuroendocrini, come per esempio quello del pancreas, hanno ampie opportunità terapeutiche e prognosi favorevoli. “Personalmente sto seguendo pazienti – sottolinea il chirurgo – che sono stati operati nel 1997 e oggi stanno bene”.
Sono infatti forme oncologiche che raramente necessitano di chemioterapiapoiché la loro peculiarità è la presenza di recettori sulla superficie della membrana cellulare. Essi sono “come le serrature delle porte: indicano quale chiave usare per entrare nella cellula. L’80-90% dei NET dispongono dei recettori della somatostatina – spiega ancora Boninsegna – quindi la ‘chiave’ di accesso alla cellula è l’ormone somatostatina. Questo consente sia di diagnosticare il tumore con esami funzionali (come la PET con Gallio 68) sia di curare il tumore stesso”.

TERAPIE
In questo caso le vie terapeutiche sono due: la prima (terapia con analogo freddo) consiste nella somministrazione ogni mese dell’ormone somatostatina di sintesi (la sandostatina o l’octreotide) che ha le caratteristiche di “mettere a dormire” la cellula; la seconda (terapia con analogo caldo) è la terapia radiometabolica o radiorecettoriale, che si serve sempre della somatostatina, ma legata a un atomo radioattivo (l’ittrio o il lutezio) la cui somministrazione comporta la morte della cellula stessa.
“Quest’ultima è mirata e molto efficace, tanto che talvolta, riducendo la massa tumorale, consente di procedere chirurgicamente su casi considerati prima inoperabili”.

INTERVENTO CHIRURGICO
L’asportazione chirurgica del tumore rappresenta comunque il trattamento di prima scelta e il più efficace. “L’intervento sui tumori benigni è risolutivo – aggiunge la dottoressa Boninsegna – mentre nel caso di tumori maligni, sebbene si proceda radicalmente, vi è un rischio elevato che la malattia si riformi dopo cinque anni. Pertanto questi pazienti insieme a coloro che sono stati trattati anche per metastasi sono costretti a controlli a breve cadenza (sei mesi) e a convivere con la malattia. Per questo il Net si serve anche della fondamentale consulenza psicologica“.

CARCINOMI NEUROENDOCRINI
Una minoranza di Tumori Neuroendocrini origina da cellule neoplastiche scarsamente differenziate e caratterizzate da elevata frazione di crescita. La loro sede di origine appare ubiquitaria in quanto il tessuto neuroendocrino è diffuso ampiamente in vari organi e apparati, sia nel tratto gastroentero-pancreatico che dell’apparato respiratorio. Tali tumori sono i cosiddetti Carcinomi Neuroendocrini ed hanno una modalità di trattamento diversificata rispetto ad altre forme ben differenziate, in genere a crescita lenta con aggressività limitata (NET).

I Carcinomi Neuroendocrini infatti vengono spesso diagnosticati in fase avanzata e sintomatica della malattia, hanno una prognosi meno favorevole e presentano indicazioni a trattamento in prima linea con chemioterapia. In questo gruppo l’opzione terapeutica della Chirurgia e/o Radioterapia assume un valore limitato e palliativo e va considerata all’interno di un programma integrato che vede comunque indispensabile l’approccio chemioterapico.

elena.zuppini@sacrocuore.it


Nasce in Amazzonia un ambulatorio per l'epilessia

l servizio è stato avviato all’ospedale Divina Providência di Marituba grazie alla collaborazione tra il Sacro Cuore e il Centro universitario “Bettina Ferro” di Belem. Servirà un bacino d’utenza di 2 milioni di persone

UN SERVIZIO FONDAMENTALE
Un ambulatorio per l’epilessia che serve un bacino d’utenza di 2 milioni di persone nell’area metropolitana di Belem, capitale dello stato brasiliano del Parà: è questo il risultato di un progetto nato dalla collaborazione tra il Sacro Cuore di Negrar e l’ospedale Divina Providência di Marituba, struttura sanitaria gestita dall’Opera Don Calabria nella regione amazzonica del Brasile (130 posti letto, 500 collaboratori – vedi approfondimento). Al progetto ha partecipato anche l’ospedale universitario “Bettina Ferro” di Belem, che fa capo all’università federale del Parà e si occupa di patologie neurologiche dell’infanzia e adolescenza.

Il nuovo ambulatorio che si trova nell’ospedale Divina Providência rappresenta già un punto di riferimento fondamentale per tutta la regione in quanto nell’intero stato del Parà non ci sono strutture pubbliche accreditate per fare diagnosi accurate di epilessia. Una grave carenza, tanto più che nella sola città di Belem si stimano oltre 4mila casi di epilessia, che salgono a 15mila se si considera l’intero stato. La previsione è quella di garantire, attraverso questo servizio, tra le 1500 e le 2000 visite specialistiche annuali.

Nell’ambulatorio lavorano attualmente due neuro pediatre con formazione specifica sull’epilessia e una neurologa per adulti. Sono impiegati inoltre due infermieri formati in Neurofisiologia. L’ambulatorio va ad integrare il Servizio di Neurofisiologia che è operativo da alcuni anni al Divina Providência. Presso tale servizio si eseguono già elettroencefalografie ed elettromiografie, mentre a breve si partirà con le video-elettroencefalografie che sono indispensabili per la diagnosi di epilessia.

IL RUOLO DEL SACRO CUORE
La formazione specialistica del personale tecnico, fondamentale per questo tipo di esami, viene garantita attraverso la collaborazione con il dott. Davide Tonon coordinatore del personale tecnico del Servizio di Neurofisiologia del Sacro Cuore di Negrar. Da sette anni il Sacro Cuore organizza corsi specifici a Marituba e medici dell’ospedale brasiliano seguono periodi di perfezionamento presso l’ospedale di Negrar. In Brasile il personale sia tecnico che medico di Marituba svolge inoltre periodicamente un tempo di formazione a Porto Alegre, presso il centro di riferimento federale brasiliano per le patologie neurologiche.

Al di là del rapporto tra Negrar e Marituba, consolidato ormai da dieci anni, vorrei sottolineare l’importanza della collaborazione con il centro universitario “Bettina Ferro” che prosegue ormai da tre anni, durante i quali sono stati fatti molti eventi di formazione reciproca nel campo della Neurofisiologia e delle malattie genetiche in Neurologia pediatrica“, dice il dott. Claudio Bianconi, direttore dell’Unità di Neurologia al Sacro Cuore, che è stato recentemente a Marituba per seguire gli sviluppi del progetto. “Il servizio dedicato all’epilessia è un risultato molto importante – aggiunge il dott. Bianconi – ma nella regione amazzonica c’è bisogno di fare ancora molti passi avanti nel campo della presa in carico delle malattie neurologiche, perciò stiamo perfezionando altri progetti che riteniamo fondamentali“.

TANTI PROGETTI PER IL FUTURO
Quali progetti? Anzitutto è in fase di preparazione uno studio epidemiologico, finanziato dallo stato del Parà, per valutare l’incidenza dell’epilessia infantile nella zona di Marituba (al momento non ci sono studi né dati di alcun tipo in proposito). L’indagine verrà condotta tra i quasi quattromila bambini degli asili e delle scuole che l’Opera Don Calabria gestisce nella città di Marituba. Il gruppo di lavoro che se ne sta occupando, coordinato dalla dott.ssa Helena Feio, comprende medici dell’ospedale Divina Providência e del centro universitario “Bettina Ferro.”

Un altro progetto prevede la creazione di un database unico per la raccolta dati dei pazienti che accedono alle due strutture, con l’obiettivo di creare una modalità comune di presa in carico dei pazienti affetti da epilessia, definendo un protocollo di trattamento farmacologico condiviso che permetta di avere dati omogenei da analizzare successivamente in un lavoro scientifico congiunto. Inoltre si sta lavorando per creare un’équipe di medici esperti nella diagnosi e trattamento delle epilessie farmaco-resistenti, con definizione di un protocollo per intervento chirurgico.

L’obiettivo di lungo periodo – conclude il dott. Bianconi – è quello di arrivare alla creazione di un centro di riferimento statale per la diagnosi e la cura delle epilessie e delle epilessie farmaco resistenti pediatriche, con definizione di trattamenti farmacologici e chirurgici condivisi. Inoltre si sta lavorando per creare un gruppo multidisciplinare per la diagnosi genetica e molecolare delle patologie epilettiche complesse“.

matteo.cavejari@sacrocuore.it