Riabilitazione: i tempi dell'uomo al tempo dei robot

“Fare riabilitazione oggi”, tra i robot e la necessità di mantenere e, per qualche aspetto, recuperare una storia da cui non si può prescindere. Convegno alla Gran Guardia il 5 e il 6 novembre.
“Ritorno al futuro”. E’ un titolo emblematico quello del convegno organizzato dal Dipartimento di Medicina fisica e Riabilitazione dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria e dal Dipartimento di Filosofia, Pedagogia e Psicologia dell’Università di Verona che si terrà alla Gran Guardia il 5 e il 6 novembre. Al centro della due giorni scientifica il “fare riabilitazione oggi”, tra le spinte in avanti della tecnologia e la necessità di mantenere e, per qualche aspetto, recuperare una storia da cui non si può prescindere. (vedi programma completo)
“La tecnologia e l’innovazione robotica sono strumenti utili e formidabili, ma il cervello ha i suoi tempi per riprendersi da un trauma o dalle conseguenze di una malattia e la riabilitazione, per essere efficace, non può prescindere dal lavoro necessario e quotidiano dei terapisti sul paziente. La riabilitazione è e sarà sempre fatta da uomini, nonostante i robot”, spiega il dottor Renato Avesani, direttore del Dipartimento dell’ospedale di Negrar. Dipartimento che da pochi mesi ha acquisito l’Ekso, l’esoscheletro robotico, l’ultima frontiera della riabilitazione per coloro che hanno perso totalmente o parzialmente la capacità di deambulare.(https://www.sacrocuore.it/lesoscheletro-robotico-lultima-frontiera-della-riabilitazione/)
L’esoscheletro sarà “protagonista” dell’ultima parte del simposio (il pomeriggio di venerdì 6 novembre) con le relazioni di Antonio Frisoli (professore associato di ingegneria meccanica e di robotica presso la Scuola Superiore S. Anna di Pisa) e del dottor Franco Molteni (direttore dell’Unità di Medicina riabilitativa dell’ospedale Valduce “Villa Beretta” di Costa Masnaga). Ci sarà anche la testimonianza come utente del primo maresciallo della Folgore, Simone Careddu, che ha perso l’uso delle gambe nel 2009 a causa di un attentato subito in Afghanistan.
La prima giornata del convegno, che si aprirà alle 9, si concentrerà in mattinata sulle più recenti tecniche di neuro immagine che utilizzano la Risonanza magnetica e la Pet per comprendere come si presenta il cervello dopo una lesione.
Ad aprire le relazioni sarà Martin Monti, docente all’ University of California Los Angeles, studioso della coscienza e del rapporto tra linguaggio e pensiero. A lui sarà dato il delicato compito di rispondere alla domanda: “Misurare la coscienza: si può?”, un interrogativo di particolare interesse soprattutto in presenza di stati vegetativi.
Nel pomeriggio invece, con la presentazione di pubblicazioni scientifiche, sarà trattato il tema della riabilitazione neuropsicologica e degli effetti positivi su persone con lesioni cerebrali, che comportano disturbi della memoria o difficoltà di riconoscimento di visi o oggetti.
La prima parte di venerdì 6 novembre sarà dedicata a “Il tempo della riabilitazione” con un’incursione nel rapporto tra riabilitazione e neuroscienze grazie alla relazione del dottor Adriano Ferrari, dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Mentre Luigi Perdon, fisiatra dell’ospedale di Vicenza, parlerà di “slow rehabilitation” accostandola alla “slow medicine”, il movimento che ha come principio: fare di più non significa fare meglio.
Nel pomeriggio sarà quindi la volta della robotica, sempre più presente nella riabilitazione non solo delle persone con lesione midollare ma di tutti coloro che presentano un disordine del cammino di origine neurologica (da stroke, esiti di trauma cranico, ecc.). “In questa sessione ci occuperemo delle grandi potenzialità e dei limiti dell’utilizzo di questa tecnologia, ascoltando anche le impressioni e le attese che nutre chi ha perso l’uso della deambulazione e magari vede nella robotica la possibilità di tornare a camminare nella quotidianità – prosegue il dottor Avesani -. Ma abbiamo voluto riservare uno spazio anche a una riflessione sulle implicazioni antropologiche ed etiche dell’avvento dei robot in riabilitazione. Se in un futuro non molto lontano si potrà muovere un braccio o camminare grazie a un dispositivo bionico, cambierà l’attuale definizione di uomo?”. Le relazioni su questo tema saranno tenute da Leonardo Piasere e Gianluca Solla entrambi docenti dell’Università di Verona.
Una rete per aiutare i malati di Alzheimer e le loro famiglie

Una sintesi filmata racconta la prima tappa del progetto promosso dal Centro Decadimento Cognitivo del Sacro Cuore per coinvolgere le realtà del territorio
Il progetto
Percorsi di stimolazione cognitiva per i pazienti con diagnosi di demenza, iniziative di sostegno alle loro famiglie e creazione di un’alleanza con le realtà economiche e sociali del territorio. Sono questi i tre pilastri del nuovo progetto promosso dal Centro Decadimento Cognitivo dell’ospedale Sacro Cuore di Negrar, afferente all’Uoc di Neurologia diretta dal dott. Claudio Bianconi.
Il filmato
La prima tappa del progetto si è svolta lo scorso 3 ottobre al Museo Nicolis di Villafranca, con un convegno dal titolo “Officina della memoria”. Nella videogallery qui sotto c’è la sintesi filmata del convegno, con le interviste ai relatori che presentano il neonato progetto di alleanza tra ospedale, pazienti, familiari e territorio.
Gli obiettivi
Già da alcuni anni il Centro porta avanti un percorso specifico per i pazienti ai quali è diagnosticata una qualche forma di demenza, in particolare il morbo di Alzheimer. Si tratta di cicli di incontri per piccoli gruppi di malati, dove vengono proposte attività per favorire in loro il maggior mantenimento possibile delle funzioni cognitive, quali il linguaggio, la memoria e l’attenzione. Parallelamente è partita una proposta rivolta ai familiari dei malati, per aiutarli a trovare le strategie più appropriate nell’assistenza ad una persona affetta da demenza.
Ora però il Centro ha deciso di fare un passo in più. Attraverso il nuovo progetto c’è infatti la volontà di aprirsi alle realtà del territorio, con l’obiettivo di far uscire i malati e le famiglie dall’isolamento e dalla solitudine che spesso risultano più gravosi della malattia stessa. Proprio la collaborazione del Museo Nicolis rappresenta una prima significativa risposta del territorio all’iniziativa che proseguirà con altre proposte e incontri nel corso del 2016.
Il convegno
Il convegno “Officina della memoria”, che è stato introdotto dal presidente dell’ospedale Sacro Cuore, fratel Gedovar Nazzari, e dai saluti dell’assessore ai Servizi Sociali del Comune di Verona, Anna Leso, è stato aperto da un intervento della dott.ssa Zaira Esposito, responsabile del Centro Decadimento cognitivo del Sacro Cuore, che ha parlato della differenza fra decadimento cognitivo fisiologico e patologico. Molto toccante è stata la testimonianza del dott. Alberto Cester, direttore del Centro Decadimento cognitivo dell’ospedale di Mirano (Ve), che ha raccontato la sua esperienza di figlio di una madre affetta da Alzheimer. In chiusura è intervenuta la dott.ssa Paola Poiese, psicologa e psicoterapeuta del Sacro Cuore, con alcune considerazioni sull’impatto emotivo della demenza sui pazienti e sulle famiglie.
Stefania Gori è il nuovo presidente degli oncologi italiani

Il direttore dell’Oncologia medica, Stefania Gori, è il nuovo presidente eletto dell’Aiom. La prima donna alla guida della Società scientifica nata nel 1973
Il direttore dell’Oncologia medica dell’ospedale Sacro Cuore-Don Calabria di Negrar, la dottoressa Stefania Gori, è il nuovo presidente eletto dell’Associazione italiana di oncologia medica (Aiom), la più importante e rappresentativa Società scientifica dell’oncologia italiana, che raggruppa oltre il 95% dei medici che si occupano di questa disciplina.
Firmata una convenzione tra l'ospedale di Negrar e il Comfoter

Il primo accordo nel Veneto che prevede tra l’altro la collaborazione medico-scientifica tra il personale sanitario militare e quello del “Sacro Cuore Don Calabria”
Martedì 20 ottobre nel salone d’Onore di Palazzo Carli, a Verona, è stata firmata un’importante convenzione tra l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria e il Comando delle Forze Operative Terrestri (Comfoter). L’accordo – sottoscritto dal dottor Mario Piccinini, direttore amministrativo del nosocomio di Negrar, e dal Generale di Corpo d’Armata Alberto Primicerj, comandante del Comfoter – prevede l’erogazione di prestazioni sanitarie ad alta specializzazione a militari coinvolti in incidenti in servizio e la collaborazione medico-scientifica tra il personale sanitario militare e quello del “Sacro Cuore Don Calabria”.
La convenzione è la prima di questo tipo stipulata nel Veneto e rientra nel più ampio panorama di sempre maggiori sinergie che si stanno sviluppando tra il sistema sanitario nazionale e quello delle Regioni.
“Essere stati scelti come ospedale di riferimento dal Comando delle Forze Operative Terrestri è per noi motivo di grande orgoglio”, ha detto il dottor Piccinini, davanti alla stampa intervenuta per la firma. “Da tempo la nostra struttura accoglie i militari di ritorno dalla missioni con particolari problematiche sanitarie. Questa convenzione suggella una collaborazione già in atto e prefigura il rafforzamento della stessa, soprattutto negli ambiti di interesse sanitario delle Forze Armate, come la riabilitazione o la medicina tropicale».
“Per noi è un quasi un privilegio poter accedere a una struttura che vanta competenze professionali di assoluto pregio e una dotazione tecnologica all’avanguardia a livello nazionale. Credo che la collaborazione sia motivo di reciproca crescita soprattutto nel campo della medicina di urgenza e di emergenza, dove i nostri medici potranno offrire le competenze acquisite in servizio e gli operatori del ‘Sacro Cuore Don Calabria’ la loro esperienza clinica”, ha affermato il Generale Primicerj.
Alla firma della convenzione erano presenti, per l’ospedale di Negrar, anche il direttore sanitario Fabrizio Nicolis, e il vicedirettore amministrativo Claudio Cracco. Mentre per il Comfoter ha presenziato tra gli altri anche il Brigadier generale Antonio Battistini, medical advisor del Comando delle Forze Operative Terrestri, che coordina circa 250 medici militari italiani, 12 quelli presenti a Verona.
L’accordo giunge poche settimane dopo la l’acquisizione da parte del “Sacro Cuore Don Calabria” dell’esoscheletro, il dispositivo bionico impiegato nella riabilitazione avanzata delle persone che hanno subito danni parziali o totali agli arti inferiori. Ad indossarlo in quell’occasione è stato proprio un militare, il Primo Maresciallo della Brigata paracadutisti Folgore, paraplegico dal 2009 quando rimase vittima di un attentato in Afghanistan.
Oltre alla riabilitazione, di particolare interesse per il Comando delle Forze Operative Terrestri è la Medicina tropicale, di cui Negrar è Centro di riferimento della Regione Veneto. Attualmente alcuni militari di stanza a Verona partecipano alle operazioni in Afghanistan, Iraq, Libano e Somalia. “Secondo la Nato – ha rilevato Brigadier Generale Battistini – sono le malattie infettive, quindi anche quelle tropicali, a creare i maggiori problemi, più delle ferite subite in combattimento»,
The Sacro Cuore website is now available in English

Foreign users can easily enter clicking on “EN” link on the homepage upper right side, finding the description of the hospital services and activities
The Sacro Cuore Don Calabria hospital website is now available in English. Foreign users can easily enter it clicking on “En” link on the home page upper right side. The webpages of the medical, surgical, obstetric, pediatric wards, of the rehabilitation and their respective activities have been translated into English. Furthermore just clicking on the English version of www.sacrocuoredoncalabria you can also find the description of the hospital services and all the medical tests.
Il sito web dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria è ora anche in inglese. L’utente che vi accede dall’estero può così consultarlo più facilmente cliccando il link “En” che si trova in alto a destra della home page. In inglese sono state tradotte le presentazioni dei reparti dell’area medica, chirurgica, riabilitativa, materno-infantile e le rispettive attività. Inoltre cliccando la versione inglese di www.sacrocuoredoncalabria si può trovare anche la descrizione dei servizi ambulatoriali e degli esami diagnostici effettuati.
Certificazione europea per il Dipartimento di Oncologia

L’European Society of Medical Oncology ha rinnovato al Dipartimento di Oncologia la Certificazione di Centro integrato di oncologia e Cure palliative
In coincidenza dell’ultimo Congresso Europeo di Oncologia ECCO-ESMO, che si è tenuto a Vienna, è stata rinnovata ufficialmente al Dipartimento di Oncologia dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria la Certificazione di Centro integrato di Oncologia e Cure palliative .
ESMO (European Society of Medical Oncology) dal 2006 certifica i Servizi oncologici interdisciplinari che si distinguono nell’approccio a tutto campo al malato, prevedendo cure scientificamente adeguate per i singoli tumori, la miglior terapia di sollievo dei sintomi e delle complicazioni, l’aiuto psicologico continuo a pazienti e familiari ed il sostegno nel fine vita.
Sono circa 200 i Centri in tutto il mondo che hanno ricevuto la Certificazione ESMO dal 2006 ad oggi (validità triennale).
Il Dipartimento Oncologico dell’ospedale S Cuore Don Calabria ha ricevuto tale certificazione nel 2009, con successivo rinnovo nel 2012 e nel 2015, confermando un impegno di lunga durata nel concretizzare quotidianamente la filosofia del non abbandono del malato oncologico, in tutte le fasi di malattia.
(nella foto l’équipe de Dipartimento di oncologia)
Giovani e salute respiratoria: uno studio del Sacro Cuore e del CNR di Pisa

Coinvolgerà 1.200 studenti veronesi lo studio sulla salute respiratoria promosso dal Servizio di Fisiopatologia respiratoria in collaborazione con il CNR di Pisa
Il Servizio di Fisiopatologia respiratoria dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, diretto dal dottor Carlo Pomari, in collaborazione con Massimo Guerriero, docente di Statistica applicata all’Università di Verona, è impegnato dal 2005 in iniziative scientifiche mirate a prevenire lo sviluppo delle malattie respiratorie croniche ostruttive nella popolazione generale. Patologie in fortissimo incremento con un conseguente elevato onore socio-sanitario ed economico. L’Oms ha stimato che nel 2020 le malattie respiratorie croniche ostruttive saranno la terza causa di morte.
Il progetto “Scopri il tuo respiro” in dieci anni ha coinvolto circa 25mila veronesi, ma iniziative analoghe sono state “esportate” anche nelle città di Modena, Reggio Emilia e Venezia, interessando complessivamente 8mila persone. I risultati dell’ultima ricerca effettuata nel capoluogo scaligero nel 2010-2011 sono stati pubblicati sulla prestigiosa rivista internazionale Respiratory Medicine. I dati emersi hanno rilevato che un veronese su dieci soffre di malattie respiratorie croniche, in linea con le altre città europee.
Nelle prossime settimane il progetto “Scopri il tuo respiro” entrerà nelle classi quinte degli Istituti superiori di Verona e provincia. Per realizzare l’indagine sarà istituito un gruppo di lavoro di 12 persone, dirette dal dottor Pomari, che inviteranno gli studenti a compilare un questionario sul loro stato di salute e sul loro stile di vita e a sottoporsi a controllo spirometrico.
Quindi avranno la possibilità di avere il responso dell’esame parlando direttamente e in tempo reale con uno pneumologo.
I 1.200 ragazzi scelti con criterio casuale andranno a comporre un campione statisticamente rappresentativo degli studenti di Verona e provincia.
Lo studio sulla popolazione giovanile si rende necessario sulla base delle evidenze scientifiche che indicano nell’età adolescenziale il momento dell’insorgere asintomatico delle patologie respiratorie. L’obiettivo è quindi quello di studiare i campanelli di allarme in grado di predire patologie come l’asma o la broncopneumopatia cronico ostruttiva (BPCO). Ma anche di sensibilizzare i ragazzi circa i sintomi premonitori delle patologie respiratorie tramite la distribuzione di opuscoli informativi da portare in famiglia. Per un’ulteriore validazione scientifica, lo studio sarà sottoposto al vaglio del Comitato etico provinciale
L’indagine sarà condotta in collaborazione con il CNR di Pisa, il Comune di Verona, le Pneumologie ospedaliere e del territorio, l’Università scaligera, l’Ufficio scolastico provinciale, Agsm, VeronaFiere e Banca Popolare di Verona.
Grazie alla collaborazione con il CNR nelle scuole saranno collocate delle piccole centraline di rilevamento della qualità dell’aria, novità assoluta rispetto agli studi condotti precedentemente.
Pianificare nelle organizzazioni nate da un carisma

Venerdì 16 e sabato 17 ottobre si svolge presso l’abbazia di Maguzzano (Brescia) un incontro di formazione per i gestori delle case e attività dell’Opera Don Calabria in Italia
Venerdì 16 e sabato 17 ottobre si riuniscono tutti i gestori delle case e delle attività dell’Opera Don Calabria in Italia. L’appuntamento è presso l’abbazia di Maguzzano (Brescia), dove circa sessanta tra religiosi e laici si incontreranno per approfondire il seguente tema: “La pianificazione nelle organizzazioni nate da un carisma“. L’incontro di formazione è organizzato dalla Delegazione Europea dell’Opera fondata da san Giovanni Calabria e prevede la partecipazione di rappresentanti provenienti dalle case calabriane di Verona, Ferrara, Roma, Napoli e Termini Imerese. Ci sarà inoltre un rappresentante dalla Romania, dove pure sono presenti attività dell’Opera. Per l’ospedale Sacro Cuore prenderanno parte all’evento i componenti del Consiglio di Direzione.
L’inizio del convegno è previsto per venerdì alle 9,00. Al mattino ci sarà l’intervento del Delegato, don Ivo Pasa, che parlerà di “gestione delle opere come mezzo di testimonianza del carisma“. Al pomeriggio sarà la volta dell’ing. Alberto Frassineti, co-fondatore della Scuola di Economia Civile, con una relazione su “pianificazione e verifica: l’importanza dei processi gestionali nelle organizzazioni nate da un carisma oggi“. Il sabato mattina sarà dedicato alla presentazione del “Piano della Delegazione“, seguita da lavori di gruppo dove i partecipanti saranno divisi per aree: educativa e socio-assistenziale; sanitaria e socio-sanitaria; pastorale parrocchiale; formazione e animazione vocazionale (vedi programma completo).
Incidenti e colpi di sonno: nuove regole per la patente

Sabato 17 ottobre il Centro di Medicina del sonno e InFormaSonno promuovono un convegno sulla prevenzione dei colpi di sonno e sulle nuove disposizioni europee per il rilascio e il rinnovo delle patenti
Si stima che siano la causa diretta o indiretta di un quinto degli incidenti stradali e una delle principali cause degli incidenti mortali in autostrada, provocando ogni anno mille morti e 120mila feriti. Eppure mentre c’è molta attenzione e prevenzione sull’assunzione di bevande alcoliche prima di mettersi alla guida, i colpi di sonno sono un’insidia sulle nostre arterie stradali ancora troppo sottovalutata.
Ma non dall’Unione Europea: entro la fine dell’anno l’Italia dovrà recepire una direttiva (2014/85/UE) che obbliga nel momento dell’emissione o del rinnovo della patente la ricerca della sindrome delle apnee notturne, un disturbo del sonno che si stima colpisca 2 milioni di persone in Italia, impedendo un buon riposo notturno con una conseguente forte sonnolenza durante il giorno.
Su come prevenire i colpi di sonno e sulle modalità di attuazione della direttiva UE saranno i temi del convegno che si terrà sabato 17 ottobre a partire dalle 8.45 nella sala convegni di Unicredit (via Garibaldi, 2). L’incontro è organizzato dal Centro di Medicina del Sonno dell’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar, diretto dal dottor Gianluca Rossato che è anche presidente dell’associazione nazionale InFormaSonno, co-organizzatrice del convegno.
Si tratta di un’occasione importante di informazione e formazione per gli addetti ai lavori. Il recepimento della direttiva UE comporta scelte organizzative che devono tener conto da una parte dell’urgenza di prevenire centinaia di incidenti mortali all’anno e dall’altra di trovare una modalità di ricerca delle apnee notturne in coloro che richiedono o rinnovano la patente che sia sostenibile per il Sistema sanitario pubblico. Come identificare i soggetti a rischio? Ci si limiterà all’autocertificazione dell’interessato? La polisonnografia è l’unico esame in grado di diagnosticare le apnee notturne? L’incontro è tuttavia anche un’opportunità per i semplici cittadini molto spesso ignari di soffrire di un disturbo che oltre a compromettere la loro qualità di vita, può essere potenzialmente dannoso per loro e per le altre persone.
Prestigioso il parterre dei relatori: aprirà i lavori il neurologo Gian Luigi Gigli, già presidente della Società italiana di Medicina del sonno e deputato della Repubblica, che avrà il compito di illustrare la direttiva UE. Il comandante della Polizia Municipale di Verona, Luigi Altamura, e il responsabile dell’Ufficio infortunistica della Sezione della Polizia stradale di Verona, Andrea Scamperle, forniranno i dati sugli incidenti provocati dai colpi di sonno e la loro specificità. Il dottor Gianluca Rossato, responsabile del Centro di Medicina del sonno di Negrar e presidente di InFormaSonno, entrerà nel merito dell’identificazione dei soggetti a rischio dell’eccessiva sonnolenza diurna. Sonnolenza che non è solo un pericolo sulle strade ma anche sui posti di lavoro: tema su cui interverranno Giovanni Costa, professore ordinario di Medicina del lavoro all’Università di Milano, e Daniele Vinco, formatore e consulente sulla sicurezza sul lavoro. Nella seconda parte della mattinata si parlerà di patenti, con Silvana Beltrame, della Commissioni patenti dell’Ulss 20, e di “professionisti della guida”, con Paolo Uggé, presidente nazionale della Federazione autotrasportatori italiani-Conftrasporto. Concluderà la mattinata l’assessore alle Politiche sanitarie della Regione Veneto, Luca Coletto su “La politica sanitaria regionale: definizione della priorità di lavoro e degli standard per il riconoscimento e trattamento della sonnolenza diurna”.
Dieci minuti per imparare a salvare una vita

Martedì 13 ottobre all’ospedale Sacro Cuore di Negrar saranno allestite due postazioni con medici e infermieri a disposizione per spiegare a tutti le manovre della rianimazione cardiopolmonare
Come comportarsi se una persona ha un arresto cardiaco? Cosa fare se un bambino rischia il soffocamento per l’ingerimento di un corpo estraneo? Saper rispondere a queste domande, spesso, può aiutare a salvare una vita. Per tale motivo, martedì 13 ottobre all’ospedale Sacro Cuore Don Calabria di Negrar gli istruttori dell’IRC (International Resuscitation Council) saranno a disposizione per insegnare a tutti le tecniche di rianimazione cardiopolmonare.
Dalle 9 alle 17 saranno allestite due postazioni, una all’entrata del bar di Casa Nogarè e l’altra nell’androne dell’ingresso F al Sacro Cuore, con medici e infermieri che insegneranno come eseguire correttamente un massaggio cardiaco, usando degli appositi manichini per le prove pratiche. Chi è interessato potrà sperimentare anche altre manovre d’emergenza, come quelle necessarie per salvare un bambino che rischia il soffocamento. L’iniziativa è libera e aperta a tutti.
La giornata del 13 ottobre è organizzata nell’ambito di “Viva! La settimana per la rianimazione cardiopolmonare”, promossa dall’IRC a livello europeo. Le due stazioni di addestramento allestite al Sacro Cuore saranno coordinate dal Pronto Soccorso del nosocomio negrarese, che è Centro di riferimento didattico e formativo per IRC. “Sensibilizzare la gente su queste manovre d’emergenza può aiutare a salvare molte vite, anticipando i tempi della rianimazione cardiopolmonare in attesa che arrivi l’ambulanza”, dice Maurizio Pozzani, direttore del Pronto Soccorso del Sacro Cuore.
Si calcola che ogni anno in Italia circa 60mila persone siano colpite da arresto cardiaco, 400mila in Europa. Solo nel 15% dei casi qualcuno dei presenti è capace di iniziare la procedura di rianimazione, mentre in tutti gli altri bisogna attendere l’arrivo dei medici, perdendo tempo prezioso. Se questa percentuale aumentasse fino al 60%, ogni anno si potrebbero salvare 100mila vite in più a livello europeo.
Il lavoro di sensibilizzazione del Centro IRC del Sacro Cuore proseguirà nelle scuole. Il 17 ottobre i formatori del Pronto Soccorso saranno infatti alle scuole medie Pertini, al Saval, mentre il 24 ottobre andranno alle medie Zorzi di Parona.







